Quanto corre la bike economy?

Quanto corre la bike economy? Il Sole 24 Ore analizza la volata del PIB, il Prodotto Interno Bici, da diversi punti di vista. E in realtà basta registrare due dati: 150 miliardi di euro l’anno (tanto è il valore stimato dalla European Cyclist Federation dei benefici derivanti dalla bicicletta) e 44 miliardi di indotto turistico di chi ama organizzare week end e vacanze pedalando.

Per cominciare, un’inchiesta sulle ricadute positive, in termini di salute, traffico urbano, inquinamento atmosferico e acustico. Dai 672 chilometri di piste ciclabili di New York ai 1250 chilometri di Londra per arrivare al progetto del GRAB di Roma, il grande raccordo anulare della bici, 45 chilometri di anello ciclopedonale, che è ancora soltanto un progetto. Infine, il punto sulle novità produttive e gli imprenditori che si misurano con la sfida sostenibile delle due ruote.

E molto ancora dalla produzione ai nuovi stili di vita, tutti al lavoro con la bici, perché la bicicletta è il futuro della mobilità urbana.

150 miliardi di euro il giro d’affari in Europa

Possono essere oltre 500 miliardi di euro o “solo” 150 miliardi ma – da qualsiasi parte la si guardi – la bicicletta ha potenzialità enormi come volano dell’economia. Con un valore che, a differenza di tanti altri settori, non è fatto soltanto di produzione, vendite ed export ma è composto anche – e soprattutto! – di benessere e salute, di tecnologia, di ambiente più sano, di turismo e del relativo indotto (che in Italia significa arte, storia e un volano anche per il settore enogastronomico).

Si tratta però di cifre aleatorie e difficili da stimare con precisione, tanto che la European Cycling Federation (che raggruppa una sessantina di associazioni nazionali per la promozione dell’uso della bicicletta) ha preferito ridimensionare le proprie stime, tenendo conto solo di quelle effettivamente verificabili. Ecco perché nel report del 2016 aveva stimato un contributo della bicicletta all’economia europea di oltre 513 miliardi di euro ma – solo tre anni dopo – ha abbassato di molto le stime, riducendole a 150 miliardi.

Non perché quell’economia si sia “sgonfiata” – tutt’altro! – ma solo per evitare critiche di benefici sovrastimati: «Nella versione attuale sono stati calcolati solo i benefici che hanno dati sufficienti per garantire una quantificazione realistica – spiega Holger Haubold, direttore Data collection di Ecf -. Sappiamo che la cifra totale sarebbe ben più alta se fossimo in grado di quantificare tutte le altre ricadute positive della bicicletta identificate. Lavoriamo per sviluppare metodologie per calcolare il valore monetario effettivo di questi benefici».

Il dato di fatto però non cambia di molto: anche se su numeri più ridotti, il report sottolinea che oltre 90 miliardi di euro sono attribuibili a effetti positivi per l’ambiente, la salute pubblica e il sistema di mobilità. Per contro, un recente rapporto della Commissione europea ha stimato in ben 800 miliardi l’anno le ricadute negative del trasporto a motore in termini di ambiente, salute e mobilità. I risultati possono quindi crescere solamente con un aumento della mobilità a due ruote, a scapito di quella motorizzata.

Quasi la metà dell’economia europea a due ruote – 73 miliardi – è fatta di benessere a salute. La bicicletta previene oggi più di 18mila morti premature l’anno, per un valore economico stimato in 52 miliardi, a cui si aggiungono altri 21 miliardi per la prevenzione di diverse patologie croniche, arrivando in totale a una cifra che è superiore alla spesa sanitaria pubblica di un paese come la Spagna.
A queste somme si possono aggiungere quasi 5 miliardi derivanti dalle minori assenze per malattie sul lavoro.

Di gran lunga ridotte sono le cifre relative al miglioramento dell’ambiente che, tra riduzione delle emissioni e dell’inquinamento atmosferico e acustico, fatica ad arrivare ai sei miliardi di euro “sicuri”, cui si aggiungono quattro miliardi di carburante non consumato. Sempre in chiave di miglioramento dell’ambiente si possono conteggiare 6,8 miliardi dalla riduzione della congestione e del traffico.

La seconda voce di ricchezza generata dalla bici è costituita dal turismo: i 2,3 miliardi di viaggi di cicloturisti valgono a livello monetario 44 miliardi, comunque superiori ai 38 di un’industria come quella delle crociere. Ma il totale potrebbe lievitare innegabilmente tenendo conto del valore di un turismo lento che di solito spende il 20% in più di quello tradizionale e che ha il vantaggio di arrivare in luoghi esclusi dalle grandi direttrici turistiche.

Non si può dimenticare infine che la produzione di biciclette vale ancora oggi 13,2 miliardi, e si prevede una crescita annua del 5,5% per i prossimi tre anni.

E come calcolare i risparmi in termini di tempo e di spazio consumato, di parcheggi e più di salute? O valori immateriali come l’inclusione e la connessione tra le persone? Già oggi la bicicletta dà lavoro a 650mila persone in Europa: un raddoppio della modalità ciclabile garantirebbe di raggiungere il milioni di posti.

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