Asti

Il Gran Tour parte dal Monferrato: a piedi, in bici, a cavallo, sulle orme di Vittorio Alfieri

La mobilità dolce può garantire un fondamentale contributo alla sfida di disegnare il futuro del nostro Paese in chiave sostenibile, ripartendo dalla qualità della vita dei cittadini, dalla vivibilità delle città, dalle connessioni con le aree rurali e le aree interne, dalla valorizzazione del patrimonio, dalla cultura e dal turismo.

Itinerari come strumento narrativo

Siamo convinti che gli Itinerari culturali, le rotte, i cammini e le ciclovie, spesso tracciati lungo antiche vie di storia, di cultura e di pellegrinaggio, possano essere strumenti narrativi per aumentare lo storytelling, per indagare e promuovere modelli di integrazione e di gestione innovativa degli attrattori, aumentando la notorietà, l’accessibilità e la fruizione degli immensi patrimoni diffusi anche fuori dai circuiti turistici consolidati, pensiamo ad esempio all’immenso valore del nostro Romanico Monferrato.

Mobilità dolce

La mobilità dolce (a piedi, in bicicletta, a cavallo e con altre modalità lente e naturali) consente di attraversare i luoghi con leggerezza e, al tempo stesso, in profondità: con il desiderio di non produrre impatti negativi sul territorio ma, al contrario, di entrare in contatto con la comunità locale, con i suoi riti, con le sue usanze, con i suoi costumi, per vivere esperienze realmente immersive.

I prodotti turistici “slow”

Il Consorzio Sistema Monferrato e altri importanti partner pubblici e privati ha iniziato proprio in questi giorni un importante lavoro che vedrà in Langhe-Roero e Monferrato il cuore di un progetto di raccolta di prodotti turistici “slow” già collaudati, attrattivi e vissuti che saranno portati come un caso di buone pratiche al Meeting “All Routes lead to Rome” del prossimo novembre 2019.
Sarà quindi un anno in cui vivrete con noi e con il quotidiano La Nuova Provincia, la ricerca e la prova degli itinerari più interessanti del Piemonte.

Gli itinerari tra campi  di essenze aromatiche

Saranno itinerari da vivere con gli occhi… pensiamo ai sentieri tra Rosignano Monferrato, lo splendido borgo di Cellamonte, per poi risalire a Vignale Monferrato.
Itinerari da respirare passeggiando tra campi di essenze aromatiche, dal basilico alla lavanda, tra l’Alto Monferrato e la Valle Bormida.
Percorsi da vivere con il gusto (e di gusto) attraverso noccioleti, boschi di castagne, campi di grani antichi che ci portano direttamente alla tavola.
I luoghi Unesco con i vigneti eroici, le cantine storiche e i belvedere, con l’eccezionale patrimonio sotterraneo, pensiamo alle Cattedrali Sotterranee, ai crutin e agli infernot.
Il mare a quadretti, con le risaie del vercellese o i percorsi nelle miniere della Valsesia.

Sulle strade dell’Alfieri

Ci sarà poi un lungo percorso, magari da rifare a cavallo, che ci riporta sulle strade percorse da Vittorio Alfieri.
Potrebbe essere il nostro viaggio, come il Gran Tour di Goethe. Ecco che proprio l’Alfieri, partendo da Asti e dalle colline del Monferrato, può accompagnarci a scoprire i “suoi” luoghi fino a Roma, Napoli, Venezia, Bologna, Genova e Firenze… per poi attraversare tutta l’Europa,


Una tavola rotonda per celebrare il 270° anniversario della nascita di Vittorio Alfieri

Una ampia riflessione si è generata al tavolo dei relatori, nel Teatro Vittorio Alfieri di Asti, introdotti dall’assessore alla Cultura Gianfranco Imerito: «Nostro compito è portare alla maggiore fruizione possibile le opere di Alfieri».

Carlo Cerrato, vicepresidente della Fondazione Centro Studi Alfieriani, ha aggiunto: «Forse è giunto il momento in cui smettere di chiederci che cosa fare per Alfieri, e provare a chiederci invece che cosa Alfieri può fare per noi. Questo anche perché non ci rendiamo conto della portata della sua opera».

Carla Forno ha sintetizzato la storia della produzione editoriale della Fondazione, prima in Italia ad aver portato a compimento l’edizione critica delle opere del poeta, assolvendo al suo compito statutario, aggiungendo altre pubblicazioni di studi critici «Con una nuova sensibilità – ha ricordato – aprirsi a un pubblico più ampio».

Il docente universitario Enrico Mattioda ha evidenziato alcuni problemi da risolvere: anzitutto la necessità di trovare testi commentati più recenti e aggiornati. E poi la produzione libraria, in mano a un duopolio: «Oggi l’editoria è in mano ai magazzinieri. Un sistema che strozza le librerie indipendenti e privilegia le pubblicazioni usa e getta. In questa situazione i classici non trovano spazio e sono destinati a scomparire. Forse la salvezza arriverà dal “print on demand” o dal digitale».

L’editore Alessandro De Vito ha portato il caso di autori di una letteratura poco nota che viene rivalutata, con particolare attenzione a quella prodotta nella Repubblica Ceca.

Paola Borrione, presidente della Fondazione Sant’Agata per l’Economia della Cultura, ha esposto alcuni modelli utili al caso astigiano, di fondazioni che lavorano sull’opera dell’autore e divengono punto di riferimento, ma anche di realtà come la Fondazione De Toqueville, che valorizza l’opera attualizzandola, pensando a come far diventare attuale il pensiero dell’autore. Infine i Club di lettura, da quelli istituzionali a quelli spontanei, un fenomeno in espansione, che parte dal basso. Tutti modelli sostenibili, sia perché finanziabili sia perché possono essere mantenuti nel tempo.

Federico Massimo Ceschin, segretario generale di Cammini d’Europa, che ha parlato di «economia della bellezza» evidenziando 5 parole chiave per riscoprire Alfieri: gentiluomo, libertario, illuminato, romantico e viaggiatore. Soffermandosi su “viaggiatore”, ha ripercorso con il pubblico le tappe degli instancabili tour dell’Alfieri in giro per l’Italia e per l’Europa, ottima base per nuove forme di turismo letterario, magari da percorrere con la mobilità dolce.

Infine il maestro Franco Branciaroli che, invitato a partecipare, ha mostrato il suo lato più provocatorio: «Perché non faccio Alfieri? Datemi 350/400 mila euro e ve lo faccio. Il fatto è che l’Italia non è un paese teatrale, siamo un popolo che non ama il proprio teatro. È il caso di Alfieri, un autore di caratura mondiale, gigantesco, che andrebbe affiancato a Manzoni. Eppure continuiamo a fare autori stranieri tradotti e rinunciamo agli Shakespeare nostrani, autori con una lingua meravigliosa. È l’inciviltà teatrale».

Cammini e treni storici in Monferrato

Il fattore tempo è il mood del progetto “Piccole Italie”, nato per contrastare il fenomeno ormai di massa del turismo mordi e fuggi nelle città d’arte del Bel Paese.

Trekking, bicicletta, treni storici, passeggiate a cavallo, l’importante è viaggiare con lentezza. Il fattore tempo è il nuovo mood del turismo italiano, per contrastare il fenomeno ormai di massa del turismo mordi e fuggi nelle città d’arte del Bel paese.

La filosofia del turismo lento

Il concetto di turismo lento porta con sé tutta una filosofia e rende bene anche sul piano internazionale, perché tutti hanno capito la differenza tra fast food e slow food. Questo il filo conduttore del progetto Piccole Italie, che intende valorizzare i territori italiani meno conosciuti e rilanciarli in chiave sostenibile con esperienze di viaggio innovative, dai treni storici ad alta panoramicità agli itinerari culturali, i cammini, le ciclovie, i viaggi a cavallo.

Dal Romanico alla via  Francigena

Si va dai percorsi dedicati al Romanico Monferrato alle cavalcate Alfieriane, dalla via Francigena a quella del sale, dalla ciclovia Unesco alla Ven.To.

Due le proposte che Sistema Monferrato e La Nuova Provincia vi fanno in quest’ultimo appuntamento del 2018.

Rondò sui binari  del Monferrato

Per domenica 30 dicembre è stato organizzato, da Fondazione FS e da Regione Piemonte, il “Rondò sui binari del Monferrato”, un viaggio tra passato e futuro al ritmo lento del treno storico (un centoporte con locomotiva diesel d’epoca), incantati dalla magia dei luoghi e da un augurio per il nuovo anno dell’artista Antonio Catalano, presente sul treno da Torino ad Asti. Da Asti poi il treno proseguirà per Costigliole, Castagnole Lanze, Canelli, Calamandrana, Nizza Monferrato per poi tornare ad Asti e ripetere il giro due volte. Il biglietto vale l’intera giornata e consente di visitare una o due località, a seconda dell’orario di passaggio del treno.

Costruirsi il proprio percorso

Il calendario degli appuntamenti sul territorio dà a tutti la libertà di costruirsi in autonomia il proprio percorso. Dalla mostra di Chagall ad Asti, alla visita del Castello di Costigliole alla degustazione guidata di 10 diverse Barbera d’Asti docg, dai balli e canti natalizi alla degustazione di Moscato d’Asti dalla Torre del conte Ballada di Saint Robert di Castagnole delle Lanze alle visite delle Cattedrali Sotterranee di Canelli a quella del Castello di Calamandrana, per finire a quella del Campanon, la Torre simbolo della città di Nizza Monferrato. Ovunque la possibilità di fare degustazioni e pranzi in locali selezionati. A Nizza e Canelli i più piccoli potranno divertirsi con le piste di pattinaggio su ghiaccio.
Per prenotazioni e informazioni: www.fondazionefs.it nella sezione “viaggi ed eventi”.

In alternativa al treno storico, si ripropone il percorso che in assoluto ha avuto più successo nel corso del 2018, decine di migliaia le visualizzazioni sul blog di Sistema Monferrato e un pubblico di curiosi e turisti in costante crescita: è il circuito delle Big Bench del Monferrato.

Il circuito delle panchine giganti

Sono le panchine giganti, oltre cinquanta ora tra Langhe e Monferrato, collocate nei luoghi più suggestivi e panoramici delle nostre colline. I nostri consigli? Sono quattro, la prima è la big bench rosso Barbera dell’Azienda Vinicola Cascina Castlet a Costigliole in regione Castelletto: 31 ettari di vigneti, nel cuore delle colline riconosciute Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.
La seconda consigliata in realtà è la prima installata in Monferrato, nel 2017. Da qui puoi vedere un mare di vigneti, i boschi, i borghi e le Alpi. Si chiama “Rosso Grignolino”, la «panchinona» (alta più di due metri e lunga tre e mezzo) si trova in un punto suggestivo di Rosignano Monferrato, in cima ad una collina, nel cuore di una vigna di Grignolino dell’azienda Vicara: il posto perfetto per uno scatto da incorniciare.
L’ultima arrivata è invece quella dedicata al Ruchè e ovviamente si trova a Castagnole Monferrato. Si trova infatti sul cucuzzolo del Bricco Maijoli della Collina Sant’Eufemia (Azienda Ferraris), recentemente premiata come miglior paesaggio vitivinicolo UNESCO. L’installazione è collocata in un punto da cui si gode di un magnifico panorama che spazia su tutto il territorio del Ruchè, con un fantastico scorcio sui castelli di Montemagno e Scurzolengo.

Tutte le panchine giganti sono accessibili sette giorni su sette… giorno e notte!