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Ferrovie storiche: con la mobilità dolce, il passato diventa futuro

Andare alla scoperta dell’Italia in treno, seguendo le rotte delle ferrovie antiche, perseguendo gli ideali del turismo sostenibile: la legge 128/2017, nella sua imperfezione, promette nuovi modi di viaggiare nel Bel Paese.

La legge approvata nell’agosto 2017 mira a salvaguardare e valorizzare le tratte ferroviarie, dismesse o sospese, caratterizzate da particolare pregio culturale, paesaggistico e turistico, nonché le relative stazioni, opere d’arte e pertinenze: 1300 chilometri di linea ferrata da tempo sospesi al servizio di trasporto ordinario, molti a scartamento ridotto, non elettrificati e quasi tutti a binario unico, su cui i treni, spesso trainati da locomotori a vapore, viaggiano a bassa velocità (30-50 chilometri orari) e attraversano ampie porzioni di territori, anche montani, delle diverse regioni italiane, spesso inaccessibili ad altri mezzi di trasporto. Ma è proprio la caratteristica slow delle ferrovie storiche a consentire di immaginarne un utilizzo che possa animare – oltre le infrastrutture ferroviarie e il patrimonio immobiliare di stazioni, magazzini, caselli, porti e gallerie – anche le economie dei territori attraversati.

La legge indicava già al momento della sua istituzione alcune tratte ferroviarie da destinare ad uso turistico:  

  1. Sulmona-Castel di Sangro;
  2. Cosenza-San Giovanni in Fiore;
  3. Avellino-Lioni-Rocchetta Sant’Antonio;
  4. Sacile-Gemona;
  5. Palazzolo-Paratico;
  6. Castel di Sangro-Carpinone;
  7. Ceva-Ormea;
  8. Mandas-Arbatax;
  9. Isili-Sorgono;
  10. Sassari-Palau Marina
  11. Macomer-Bosa;
  12. Alcantara-Randazzo;
  13. Castelvetrano-Porto Palo di Menfi;
  14. Agrigento Bassa-Porto Empedocle;
  15. Noto-Pachino;
  16. Asciano-Monte Antico;
  17. Civitavecchia-Capranica-Orte;
  18. Fano-Urbino.

La norma prevede che, nell’ambito delle attività di valorizzazione, possano essere coinvolte associazioni e organizzazioni di volontariato operanti nei settori ferroviario, turistico, culturale e ambientale.
Interessante anche la previsione di consentire la circolazione sulle linee ferroviarie dismesse o sospese dei cosiddetti “ferrocicli”, veicoli a pedalata naturale o assistita su rotaia.

Domenica 3 marzo 2019 sarà la 12a Giornata nazionale delle Ferrovie Dimenticate, che da oltre un decennio promuove il recupero e la valorizzazione del tronchi ferroviari dismessi attraverso la riattivazione del servizio o la trasformazione in greenways e piste ciclo-pedonali.
Con il coordinamento nazionale di Co.Mo.Do. decine di associazioni locali in tutta Italia organizzano eventi frequentati da migliaia di appassionati di mobilità dolce, in bici, a piedi, a cavallo oppure su treni a vapore lungo le tratte storiche conservate e curate amorevolmente da comitati e gruppi di volontari nazionali e regionali.


Altre informazioni sul turismo lento in ferrovia: www.fondazionefs.it