Mobilità dolce

Come le città europee contrastano le lobby delle auto. E perché l’italia dovrebbe imitarle

Nel 2016, alla conferenza C40, i sindaci di tante città presero posizione contro il cambiamento climatico, ponendosi come traguardo di ridurre il traffico automobilistico nelle rispettive città in modo da far calare i livelli di inquinamento, di favorire i trasferimenti in bicicletta e bandire i motori a diesel nei centri storici entro il 2025. Da allora, molte città si sono impegnate per raggiungere il loro obiettivo, portando esempi interessanti che dovrebbero essere seguiti anche in Italia, perché la mobilità è uno dei temi chiave per rispondere all’emergenza climatica e la bicicletta è il suo strumento fondamentale. Le nostre città sono invece cresciute mettendo al centro le auto, e ora è arrivato il momento di smettere.

Oltre il 70% degli europei vive concentrata in centri urbani e da qui derivano problematiche cardine come il traffico e l’inquinamento ambientale e acustico che minano la qualità della vita. Basti pensare che circa 3 milioni di morti premature ogni anno sono connesse all’inquinamento e che più del 90% dei bambini al mondo vive in aree in cui la qualità dell’aria è inferiore alle raccomandazioni dell’Oms. Non a caso le città di maggior successo, premiate a livello internazionale per la loro qualità, sono quelle che più puntano sullo sviluppo e la diffusione della cultura delle due ruote. La bicicletta è infatti un mezzo benefico per l’ambiente urbano, positivo per la salute ed economicamente conveniente. Lo mette in luce la Bicycle Architecture Biennale, nata due anni fa per esplorare proprio i modi in cui la bicicletta e la cultura che ci gravita attorno daranno forma alle città del futuro, presentando – attraverso i progetti esposti – realtà in cui questo mezzo contribuisce a rendere le città non solo più funzionali, ma anche più inclusive, determinano inoltre stili di vita più salutari, un ambiente più pulito e un’economia più sostenibile.

Madrid ha deciso di intervenire per innalzare il numero dei suoi spostamenti su due ruote, prossimi allo zero, imponendo restrizioni agli autisti non residenti nel centro. Quando Parigi ha bloccato completamente le auto per un giorno, nel 2016, ha visto ridursi i livelli di anidride carbonica del 25% e quelli di inquinamento acustico del 20%. Ma ovviamente le iniziative non sono mai indolori: proprio a Parigi la politica ha dovuto scontrarsi con parte dell’opinione pubblica nel realizzare i suoi piani in favore della bicicletta. A opporsi alla sindaca Anne Hidalgo ci sono le lobby dell’automobile e dei carburanti, ma anche molti cittadini scontenti delle limitazioni loro imposte e dei continui lavori stradali per realizzare le piste ciclabili. Eppure l’evidenza premia e la sindaca porta a casa risultati notevoli. Oggi, infatti, il 3% dei parigini va tutti i giorni a lavoro in bicicletta: può sembrare poco, ma i 56 misuratori installati in diversi punti strategici hanno contato, tra settembre 2018 e settembre 2019, un aumento dei passaggi delle biciclette in media del 54%, con picchi dell’82% nell’undicesimo arrondissement. Questo per effetto delle restrizioni alla circolazione delle auto, dell’introduzione del bike sharing e dell’aumento delle piste ciclabili. Queste, secondo il Plan Vélo della sindaca Hidalgo, avrebbero dovuto duplicare, arrivando da 700 km a 1400 entro il 2020, ma poi si è deciso di fermarsi a mille. Ciononostante sono stati fatti passi importanti.

Resta da lavorare sull’educazione dei cittadini a una mobilità più corretta, consapevole e rispettosa e sulla consapevolezza dei benefici degli spostamenti su due ruote. Nell’opera di “ciclizzazione” però è coinvolta tutta la Francia, il cui governo nazionale vuole triplicare il numero di spostamenti in bicicletta entro il 2024, portandolo al 9% del totale, attraverso incentivi per 350 milioni di euro ai Comuni che per mettere in sicurezza le proprie strade, rendendole a misura di ciclista. E non si tratta solo dei centri urbani: nell’intera regione dell’Île de France gli spostamenti in bici – circa 840mila al giorno – hanno superato anche quelli in moto e scooter: l’auto resta in cima alla classifica, ma con un calo del 5% dal 2010 a oggi. E Parigi balza in avanti – passando dal quindicesimo all’ottavo posto – nella classifica delle città più bike friendly al mondo, dietro Bordeaux e Strasburgo, le altre due francesi piazzatesi al sesto e al quinto posto. A settembre 2019 l’Île de France ha lanciato un massiccio servizio di e-bike sharing di 10mila veicoli, seguito da incentivi di 500 euro a chiunque acquisti una e-bike. A questo si aggiungono tariffe vantaggiose per il noleggio: nel complesso, nella regione vengono dedicati al progetto 12 milioni di euro.

Atene, che ha una percentuale di trasferimenti cittadini giornalieri in bici che si registra attorno al 2% (accresciuti per effetto della crisi), nel 2018 ha ricevuto dal governo greco 230mila euro per un piano strategico, ma sono necessari interventi massicci: la crisi da cui la Grecia non è ancora uscita e il pessimo stato di partenza della mobilità nella capitale – in fondo alle classifiche europee per congestionamento del traffico, stato dei trasporti pubblici e spazi verdi – non rende facile il compito e nonostante i miglioramenti apportati alla rete di tram, metropolitana e ferrovie negli ultimi 15 anni, servono ulteriori interventi, soprattutto per lo sviluppo e il mantenimento delle piste ciclabili. Il piano integrato per la mobilità sostenibile del Comune, intanto, punta a sviluppare infrastrutture per le biciclette e rafforzare il trasporto pubblico, integrando entrambi con poli d’attrazione cittadini: dalle scuole alle sedi sportive, dagli uffici amministrativi alle aree di interesse culturale ai parchi.

Detto ciò, purtroppo, lo spostamento dalla macchina alla bicicletta, così come ad esempio dall’abusare della carne all’avvicinarsi a una dieta vegetariana o vegana, non sembra essere indolore, e com’è successo a Parigi anche in Norvegia non sono mancate critiche alle iniziative pro-bici. A Oslo – che ha portato le vittime della strada da 41 nel 1975 a una sola (un automobilista) in tutto il 2019 e dove l’anno scorso nessun pedone e nessun ciclista sono stati vittima di incidenti stradali mortali – i commercianti hanno mostrato resistenze, smontate poi dai risultati, gli stessi delle altre città pedonalizzate: le aree interdette al traffico finiscono per diventare quelle più popolari e frequentate. “Un paio di decenni fa sembrava assolutamente normale fumare nei locali”: così, presto ci sembrerà assurdo entrare con l’auto in città, suggerisce Hanna Elise Marcussen, vicesindaca di Oslo deputata allo Sviluppo urbano. Quello della capitale norvegese è il risultato di un grosso impegno municipale nella riduzione del traffico automobilistico, ottenuta abbassando i limiti di velocità, limitando l’accesso delle auto nel centro storico – reso quasi completamente car-free nel 2019, attraverso un’organizzazione in cerchi concentrici – realizzando piste ciclabili più sicure ed eliminando oltre mille posti auto tra il 2017 e il 2018. Oslo è un chiaro esempio per tutte le città che vengono considerate troppo fredde e troppo poco pianeggianti per essere adatte alle bici: nella classifica delle città più bike friendly è infatti al settimo posto. A Oslo oggi hanno accesso al centro solo le auto con contrassegno disabili (a cui sono dedicati i posteggi rimasti) e le ambulanze e, per un paio d’ore la mattina, i mezzi per le consegne a domicilio.

Ovunque, le norme di sicurezza stanno finalmente cominciando a focalizzarsi sui ciclisti, che rientrano tra i soggetti della strada più vulnerabili. Tra le principali disposizioni c’è la riduzione dei limiti di velocità e l’interdizione alle auto in aree specifiche e, per quanto riguarda le infrastrutture, la costruzione di blocchi per separare fisicamente le piste ciclabili dalla strada. L’ha fatto, ad esempio, la città di Odense, in Danimarca, che dal 1997 si è dotata di una circovallazione intorno alla città, per deviare dal centro il traffico di auto e camion. Altre iniziative sono state testate in alcune zone pilota per poi essere estese a tutta la città, come le limitazioni della velocità a 30 km orari, i dossi e le zone interdette alle auto: in queste aree si sono misurati un calo del 35% del traffico automobilistico e un aumento dei ciclisti fino al 62%. Un altro forte incentivo, in questo caso per i pendolari, è la combinazione treno-bici, favorita dalla possibilità di trasportare la bicicletta sui vagoni, ma anche dalla presenza di parcheggi per le due ruote ampi, sicuri, ben illuminati di notte – anche perché il furto di biciclette è uno dei grossi disincentivi – e ben organizzati presso le stazioni, con sistemi per segnalare i posti rimasti liberi.

E IN ITALIA?

Le città italiane potrebbero prendere spunto da questi esempi per investire sulle infrastrutture e trovare il coraggio di opporsi alle lobby contrarie a queste operazioni, sempre più urgenti ed evidentemente necessarie. Anche in Italia, negli ultimi, anni si è registrato un aumento spontaneo degli spostamenti a piedi e in bicicletta (+8,6% tra il 2015 e il 2017), ma la maggioranza (il 57%) viene ancora effettuata in auto.

Tra le città che hanno aderito al monitoraggio del settembre scorso, Piacenza si conferma al primo posto (sono state contate 4,5 bici circolanti per ogni abitante), sottraendo a Ferrara il titolo di “città delle biciclette”, seguita da Bolzano (3,6) e Fano (3). Seguono a loro volta Novara, Padova, Reggio Emilia e Pesaro. In generale, anche analizzando i valori assoluti a parte Torino nelle posizioni virtuose non si registra nessuna altra grande città.

Per battere il cambiamento climatico che tanto impatto sta già avendo anche in Italia, non è sempre necessario guardare al futuro con complicate soluzioni d’avanguardia tecnologica: a volte si può partire da una soluzione del passato, un mezzo antico che ci permetterebbe di risolvere alcuni grandi problemi del futuro.

[ Articolo di Silvia Graziero, tratto da The Vision ]

Monopattini elettrici, ora possono circolare come le biciclette

Via libera ai monopattini elettrici: dal 1 gennaio infatti sono stati equiparati alle biciclette, così come previsto da un emendamento alla Manovra. Possono perciò circolare liberamente in città, rispettando alcune regole, oltre al Codice della Strada.

Fino a ieri fuorilegge, ma diffusissimi: in Italia circolavano più di 100mila monopattini elettrici, amati proprio per la facilità d’uso e di trasporto. Senza contare il vantaggio ambientale.

L’uso in Italia di questi mezzi arriva dopo una lunga scia di multe (anche salate, 6mila euro da Bari a Modena, passando per Brescia e Torino), mentre altrove i mezzi elettrici sono già una realtà, specialmente nelle grandi città europee come Berlino, Parigi, Vienna, Lisbona, Copenaghen, Bruxelles, Praga, Helsinki, Atene, e Varsavia.

A regolare la micromobilità con i monopattini elettrici era stato un decreto entrato in vigore il 27 luglio scorso che però stabiliva che a mettere in regola i monopattini elettrici all’interno del proprio territorio dovevano essere i singoli Comuni.
A Milano la sperimentazione era partita con il posizionamento di 130 segnali stradali nella cintura esterna più altri 80 in aree di particolare pericolosità. Ma in molte città, invece, la sperimentazione non era mai partita, a causa della mancanza di risorse per la segnaletica o per la pericolosità intrinseca al mezzo.
Rimini è stata la prima città italiana ad offrire un servizio di noleggio di monopattini elettrici, con un bando pubblico che ha affidato la sharing mobility sostenibile con monopattini elettrici ad un’azienda privata: un esempio seguito da Torino e Verona.

Ecco le regole da seguire

I mezzi consentiti dovranno avere un motore elettrico che non può superare i 500 watt di potenza e devono anche essere forniti di un limitatore di velocità: non devono superare i 20 chilometri orari (6 nelle zone pedonali). Inoltre devono essere dotati di un segnalatore acustico e set di luci. La circolazione dei mezzi elettrici è consentita nelle sole aree urbane, stabilite preventivamente dal Comune di competenza e ben definite con un’apposita segnaletica. I conducenti dovranno essere maggiorenni oppure essere forniti di patente AM, e di notte dovranno indossare necessariamente giubbotto o bretelle riflettenti.

Non è obbligatorio indossare il casco, seppure fortemente consigliato. Esistono delle zone vietate alla circolazione, perché non adatte: vie pavimentate in pietra di fiume, corsie preferenziali vicine ai binari del tram, parcheggi a fondo cieco e gallerie pedonali.

Per gli altri mezzi elettrici – come l’hoverboard e il monoruota – valgono le le regole sulla sperimentazione della micromobilità previste dal decreto Toninelli, nelle città che avevano aderito all’iniziativa del governo.

Premio Go Slow: la mobilità dolce bussa a casa dell’ENIT

Una cerimonia semplice ma partecipata e carica di entusiasmi e di proiezioni, quella che si è tenuta venerdì 15 novembre a Roma per consegnare targhe e menzioni speciali del Premio nazionale “Go Slow”, dal 2006 il più ambito dei riconoscimenti per chi opera nella mobilità dolce.

Per la prima volta, la cerimonia si è tenuta presso l’ENIT – Agenzia Nazionale del Turismo: un dato che già di per sé testimonia il lungo percorso che il Premio, ideato e presieduto da Maria Debora Sanna, ha dovuto compiere per affermare la mobilità dolce come risorsa fondamentale del turismo, in chiave sostenibile.

Debora viene da lontano, non soltanto perché arriva a Milano dalla Sardegna, ma anche perché la sua visione del turismo inizia con il sogno di viaggiatori.com – pionieristico riferimento di quanti già negli anni Novanta sognavano viaggi sostenibili, di scoperta e di incontro tra le persone.
Ho la mentalità del giardiniere“, le piace dire, “che lavora quindici ore al giorno per innaffiare le piante con il piacere di vederle crescere rigogliose, lentamente e armoniosamente“.
Ma è stata lei, già nel 2006, a costituire il “Go Slow Social Club” che oggi si presenta in punta di piedi in casa ENIT. Ed è stata sempre lei, nel 2009, a redigere la “Carta di Roma della Mobilità dolce“, risoluzione a favore della tutela del paesaggio e del recupero del patrimonio ferroviario storico italiano poi sottoscritta da grandi associazioni e dalle istituzioni.

Maria Debora Sanna con Roberto Greco e Paolo Capocci

E così il Premio Go Slow è cresciuto, edizione dopo edizione – anche grazie all’impegno della rete nazionale di Co.Mo.Do. – fino ad approdare nelle sale dell’ENIT, per celebrare i progetti di Regioni come il Piemonte per la sua “Rete di itinerari escursionistici” e la Sardegna per la “Ciclovia del cammino minerario di Santa Barbara“, ma anche la Città metropolitana di Bologna per la “Ciclovia del Sole“, i Comuni dell’Altopiano di Asiago per il loro “Ecomuseo dei Cimbri” e il GAL Alto Salento per le sue preziose attività lungo l’antica via Traiana.

Menzione speciale “Great Places to Bike” per la Ciclovia dell’Appennino e menzione “Great Places to Walk” ai favolosi “Carnia Greeters“, due progetti di grande valore anche per il loro portato simbolico: il primo, perché suggerisce di rivitalizzare le aree interne del Paese attraverso il recupero di vecchie strade abbandonate, il secondo perché stimola le comunità locali a prendersi cura direttamente e personalmente dell’accoglienza delle comunità dei viaggiatori.

Gran finale con la Menzione internazionale “Life beyond Tourism“, assegnata dalla Fondazione Del Bianco di Firenze all’Itinerario culturale europeo Iter Vitis, percorso che dall’Azerbaijan giunge al Portogallo – attraversando per intero il Mediterraneo – ripercorrendo le tappe che hanno trasmesso di popolo in popolo la cultura del vino, della vinificazione e del paesaggio vitivinicolo.

Una edizione speciale, dunque, che consacra un percorso ultradecennale e che ora guarda al prossimo appuntamento di marzo 2020, quando si aprirà il bando della VIII edizione. Stay tuned!

Assemblea nazionale SIMTUR: buona la prima!

Esperti e professionisti di ogni regione d’Italia hanno raggiunto Roma per muovere insieme il primo passo del nuovo sodalizio, per migliorare la qualità della vita nelle città, nei territori e nelle aree marginali e più fragili di questo nostro amato Paese.

E’ appena nata, SIMTUR, ma ha già una gran voglia di camminare e di proiettarsi nel mondo. L’associazione intende diventare un punto di riferimento nazionale per tutti coloro che hanno a cuore le sorti del Paese in chiave sostenibile, puntando in particolare sulle forme di mobilità dolce e di turismo lento, equilibrato e diffuso.

I Soci fondatori, tutti presenti in proprio o per delega, hanno determinato le linee guida che porteranno all’apertura delle sedi di Roma, Asti, Spoleto e Lecce, ma hanno anche immaginato altre unità operative, in Sicilia e in Liguria.

Approvato il Regolamento, il Codice deontologico e il Piano di aggiornamento professionale, ovvero i documenti che proiettano SIMTUR verso il futuro e verso l’accreditamento al Ministero dello Sviluppo Economico, presso il quale l’Associazione intende rappresentare in modo unitario le diverse professioni necessarie allo sviluppo della mobilità dolce.

Abbiamo inteso convocare un’Assemblea aperta” – ha introdotto il Presidente nazionale, Federico Massimo Ceschin – “perché i temi che affrontiamo riguardano la salute, la qualità della vita e il benessere di tutti. Ma anche perché le sfide imposte dagli scenari globali hanno necessità di un consenso ampio e di una partecipazione diffusa: non è sufficiente immaginare un circolo di esperti che confrontino esperienze e suggeriscano buone pratiche ma occorre diventare una lobby positiva, in grado di influire concretamente sugli stili di vita e di consumo, sulle politiche pubbliche, sulla qualità dei progetti di trasporto e di mobilità, sulla riqualificazione delle città, sul contrasto ai fenomeni di abbandono di larga parte delle aree interne del Paese“.

L’Assemblea ha eletto all’unanimità Direttore tecnico di SIMTUR Roberto Greco, ingegnere siciliano, progettista che ha firmato numerosi e importanti progetti di mobilità dolce in tante regioni d’Italia, già portavoce di Co.Mo.Do.

Ha inoltre nominato Ornella D’Alessio responsabile delle Relazioni esterne, Maurizio Di Marco coordinatore della Formazione e dell’aggiornamento professionale, nonché Claudia Benvenuto coordinatrice della “Settimana della Mobilità dolce SIMTUR“, che ogni anno si terrà in occasione della European Mobility Week tra il 16 e il 22 settembre.


Il Consiglio direttivo nazionale è ora così costituito:

Federico Massimo Ceschin, Presidente nazionale
Maria Debora Sanna, Vicepresidente nazionale
Roberto Greco, Direttore tecnico
Mauro Calderini, Amministratore
Giulia Lascialfari, Segretaria
Ornella D’Alessio, Responsabile Relazioni esterne
Maurizio Di Marco, Coordinatore della Formazione
Gaia Ferrara, Responsabile “Bike School” e “Scuola di Cammini“.

Il Collegio dei Probi Viri è composto da Paolo Capocci e Ignazio Garau, ed è presieduto dall’avv. Vincenzo D’Onofrio.

Inizia la IV edizione del Meeting degli Itinerari

Torna a Roma, dopo il successo delle tre edizioni precedenti: “All Routes Lead to Rome – Tutte le strade portano a Roma”.

Focus e obiettivi della nuova edizione: la costituzione della prima Piattaforma Nazionale Condivisa per la Mobilità Dolce per un turismo sostenibile – piattaforma intesa come movimento di innovazione sociale e culturale prima ancora che infrastruttura – e la partecipazione attiva delle Regioni italiane, dalla Puglia all’Emilia Romagna, che consentiranno di fare il punto sulle politiche del turismo sostenibile, insieme a 64 organismi di gestione di itinerari di viaggio lento da ogni parte di Italia da percorrere a piedi, i bicicletta, a cavallo e con le altre modalità naturali in contrasto con i fenomeni di turismo over e inconsapevole.

Tre settimane di eventi, visite guidate, escursioni, conferenze e incontri per stimolare una riflessione sull’importanza della mobilità dolce e del turismo sostenibile. Per incentivare attraverso le buone pratiche la qualità della vita, dei luoghi e delle persone.

Sotto l’alto patrocinio del Parlamento Europeo e inserito nel partenariato globale delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile, l’iniziativa si svolgerà a Roma in modalità diffusa. Numerose le sedi coinvolte nel progetto, con un programma che – oltre ai seminari, ai convegni e ai momenti di confronto – presenta una serie di occasioni di partecipazione: aperture straordinarie, visite guidate, passeggiate letterarie, cammini, ciclo escursioni, spettacoli di musica antica e sacra.

Diciassette giorni di appuntamenti pubblici, dal primo al 17 novembre, con oltre 100 partner coinvolti, 60 partner attivi, quasi 50 eventi in 40 location diverse. Tutto nel segno dell’accessibilità gratuita e universale. Una manifestazione che si esprimerà con due anime per stimolare la partecipazione attiva e il protagonismo dei cittadini:

  • R2R Talks – convegni, seminari, tavole rotonde e momenti informali di convivio;
  • R2R Walks – aperture straordinarie, visite guidate, animazione dei luoghi con attività all’aria aperta  e di promozione dello sport non agonistico (passeggiate letterarie, ciclo escursioni, trekking urbano, discese del Tevere in canoa).

Si comincia dunque il primo novembre con la ricorrenza dell’ultimo viaggio di Pier Paolo Pasolini, da ripercorrere in bicicletta dall’idroscalo di Ostia e si prosegue il 2 novembre con un luogo simbolo della rotta che ha solcato la storia della nostra civiltà: il fiume Tevere. Da una sede galleggiante e con i relatori che arriveranno in canoa, prenderà le mosse il primo convegno di apertura istituzionale dal titolo: IL TEVERE. LE ROTTE FLUVIALI E IL TURISMO SOSTENIBILE (Scalo de Pinedo – Roma) in collaborazione con l’associazione Marevivo e la Discesa Internazionale del Tevere.

Da segnalare il convegno che si terrà il 7 novembre al Palazzo Patrizi Clementi di Roma: L’APPIA ANTICA E IL GRAND TOUR, un evento in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale.

Due i focus Regioni in programma nell’edizione 2019 di ALL ROUTES LEAD TO ROME: il 15 novembre, presso la sede della stampa estera di Roma, è in programma PUGLIA, A WAY OF LIFE, un workshop che parla di identità regionale in chiave di turismo sostenibile: all’evento parteciperanno i rappresentati delle istituzioni regionali ed autorevoli esperti che valuteranno il modello virtuoso della Puglia e la sua rilevanza nel contesto nazionale ed europeo. L’altro workshop presenterà invece la l’EMILIA ROMAGNA. TERRA CON L’ANIMA.

Il 16 novembre a conclusione della manifestazione, avrà luogo il consolidato MEETING ANNUALE DELLA BOARD NAZIONALE DEGLI ITINERARI, DELLE ROTTE, DEI CAMMINI E DELLE CICLOVIE: una board che conta oltre 60 realtà territoriali e a disposizione di tutti coloro che vogliono contribuire allo sviluppo del nostro Paese in chiave sostenibile.

«La mobilità dolce rappresenta una grande opportunità per diversificare l’offerta, ben oltre il turismo balneare e delle Città d’arte – spiega il coordinatore del Meeting, Federico Massimo Ceschincontribuendo a confliggere i fenomeni di overtourism ed a realizzare una stabile crescita economica e sociale attraverso l’integrazione dei molteplici e stupendi fattori naturali, paesaggistici e artistici del Paese con le risorse tecniche, finanziarie, culturali, sociali e imprenditoriali presenti presso ciascuna comunità locale, custodite all’ombra dei campanili».


ALL ROUTES LEAD TO ROME – Obiettivi

Vuole essere un’occasione costruttiva di confronto e di riflessione, oltre che un ricco calendario di proposte per vivere la bellezza in modalità slow promuovendo una nuova filosofia di vita: la mobilità dolce come risorsa strategica per lo sviluppo sostenibile del Paese.
Un evento diffuso, capace di coinvolgere territori da ogni regione d’Italia, d’Europa e del Mediterraneo, che si incontrano annualmente per confrontare buone prassi, successi e criticità, modelli e strategie per la fruizione degli itinerari e del patrimonio culturale, materiale e immateriale. Appuntamenti che intendono dimostrare come, un approccio sistemico possa consentire di realizzare filiere di prodotto tra soggetti pubblici, privati ed ecclesiastici per promuovere strategie organiche ed efficaci nella sfida di innovare la qualità della vita nelle città. E contestualmente, rispondere ai crescenti flussi di domanda turistica interessati all’ambiente, al paesaggio, allo sport, alle forme di spiritualità emergenti, alla cura del corpo e della persona.

ALL ROUTES LEAD TO ROME – La storia

Il 25 settembre 2015, pochi mesi dopo la presentazione dell’Enciclica Laudato si’, le Nazioni Unite approvavano l’Agenda 2030 e i relativi 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals, SDGs) da raggiungere entro il 2030: i due documenti esprimono un chiaro giudizio sull’insostenibilità dell’attuale modello di sviluppo, non solo sul piano ambientale, ma anche su quello economico e sociale, lanciando la sfida di assumere la centralità della questione ecologica nelle diverse dimensioni del progresso ma nel rispetto della “casa comune”.

Da quelle premesse nasceva nel 2016 “All Routes lead to Rome – Tutte le strade portano a Roma”, il Meeting internazionale degli Itinerari, delle Rotte, dei Cammini e delle Ciclovie, che giunge quest’anno alla IV edizione come importante occasione di confronto e di riflessione, sotto l’alto Patrocinio del Parlamento Europeo e inserito nel partenariato globale delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile.

Quanto corre la bike economy?

Quanto corre la bike economy? Il Sole 24 Ore analizza la volata del PIB, il Prodotto Interno Bici, da diversi punti di vista. E in realtà basta registrare due dati: 150 miliardi di euro l’anno (tanto è il valore stimato dalla European Cyclist Federation dei benefici derivanti dalla bicicletta) e 44 miliardi di indotto turistico di chi ama organizzare week end e vacanze pedalando.

Per cominciare, un’inchiesta sulle ricadute positive, in termini di salute, traffico urbano, inquinamento atmosferico e acustico. Dai 672 chilometri di piste ciclabili di New York ai 1250 chilometri di Londra per arrivare al progetto del GRAB di Roma, il grande raccordo anulare della bici, 45 chilometri di anello ciclopedonale, che è ancora soltanto un progetto. Infine, il punto sulle novità produttive e gli imprenditori che si misurano con la sfida sostenibile delle due ruote.

E molto ancora dalla produzione ai nuovi stili di vita, tutti al lavoro con la bici, perché la bicicletta è il futuro della mobilità urbana.

150 miliardi di euro il giro d’affari in Europa

Possono essere oltre 500 miliardi di euro o “solo” 150 miliardi ma – da qualsiasi parte la si guardi – la bicicletta ha potenzialità enormi come volano dell’economia. Con un valore che, a differenza di tanti altri settori, non è fatto soltanto di produzione, vendite ed export ma è composto anche – e soprattutto! – di benessere e salute, di tecnologia, di ambiente più sano, di turismo e del relativo indotto (che in Italia significa arte, storia e un volano anche per il settore enogastronomico).

Si tratta però di cifre aleatorie e difficili da stimare con precisione, tanto che la European Cycling Federation (che raggruppa una sessantina di associazioni nazionali per la promozione dell’uso della bicicletta) ha preferito ridimensionare le proprie stime, tenendo conto solo di quelle effettivamente verificabili. Ecco perché nel report del 2016 aveva stimato un contributo della bicicletta all’economia europea di oltre 513 miliardi di euro ma – solo tre anni dopo – ha abbassato di molto le stime, riducendole a 150 miliardi.

Non perché quell’economia si sia “sgonfiata” – tutt’altro! – ma solo per evitare critiche di benefici sovrastimati: «Nella versione attuale sono stati calcolati solo i benefici che hanno dati sufficienti per garantire una quantificazione realistica – spiega Holger Haubold, direttore Data collection di Ecf -. Sappiamo che la cifra totale sarebbe ben più alta se fossimo in grado di quantificare tutte le altre ricadute positive della bicicletta identificate. Lavoriamo per sviluppare metodologie per calcolare il valore monetario effettivo di questi benefici».

Il dato di fatto però non cambia di molto: anche se su numeri più ridotti, il report sottolinea che oltre 90 miliardi di euro sono attribuibili a effetti positivi per l’ambiente, la salute pubblica e il sistema di mobilità. Per contro, un recente rapporto della Commissione europea ha stimato in ben 800 miliardi l’anno le ricadute negative del trasporto a motore in termini di ambiente, salute e mobilità. I risultati possono quindi crescere solamente con un aumento della mobilità a due ruote, a scapito di quella motorizzata.

Quasi la metà dell’economia europea a due ruote – 73 miliardi – è fatta di benessere a salute. La bicicletta previene oggi più di 18mila morti premature l’anno, per un valore economico stimato in 52 miliardi, a cui si aggiungono altri 21 miliardi per la prevenzione di diverse patologie croniche, arrivando in totale a una cifra che è superiore alla spesa sanitaria pubblica di un paese come la Spagna.
A queste somme si possono aggiungere quasi 5 miliardi derivanti dalle minori assenze per malattie sul lavoro.

Di gran lunga ridotte sono le cifre relative al miglioramento dell’ambiente che, tra riduzione delle emissioni e dell’inquinamento atmosferico e acustico, fatica ad arrivare ai sei miliardi di euro “sicuri”, cui si aggiungono quattro miliardi di carburante non consumato. Sempre in chiave di miglioramento dell’ambiente si possono conteggiare 6,8 miliardi dalla riduzione della congestione e del traffico.

La seconda voce di ricchezza generata dalla bici è costituita dal turismo: i 2,3 miliardi di viaggi di cicloturisti valgono a livello monetario 44 miliardi, comunque superiori ai 38 di un’industria come quella delle crociere. Ma il totale potrebbe lievitare innegabilmente tenendo conto del valore di un turismo lento che di solito spende il 20% in più di quello tradizionale e che ha il vantaggio di arrivare in luoghi esclusi dalle grandi direttrici turistiche.

Non si può dimenticare infine che la produzione di biciclette vale ancora oggi 13,2 miliardi, e si prevede una crescita annua del 5,5% per i prossimi tre anni.

E come calcolare i risparmi in termini di tempo e di spazio consumato, di parcheggi e più di salute? O valori immateriali come l’inclusione e la connessione tra le persone? Già oggi la bicicletta dà lavoro a 650mila persone in Europa: un raddoppio della modalità ciclabile garantirebbe di raggiungere il milioni di posti.

Premio Go Slow 2019: ecco i vincitori

L’edizione 2019 del Premio Go Slow – Co.Mo.Do è giunta al termine. Dopo la fase delle candidature, una Giuria indipendente costituita da ingegneri e architetti di Co.Mo.Do. (Cooperazione Mobilità Dolce), professionisti SIMTUR specializzati nel raccontare il mondo della mobilità dolce e comunicatori, unitamente ad altre voci della società civile, ha esaminato le candidature provenienti dai territori ed ha selezionato i vincitori.

Primo classificato della categoria “Opere di mobilità dolce già realizzate” il progetto “Rete degli itinerari escursionistici della Regione Piemonte” (presentato da Regione Piemonte). Un secondo premio andrà alla Puglia con il progetto “La Via Traiana da Ostuni a Brindisi” (presentato da Gal Alto Salento 2020).
Primo classificato per la categoria “Studi di fattibilità” il progetto dal Veneto: “Sviluppo di una Rete Etnografica di Mobilità dolce per un Ecomuseo dei Cimbri dei Sette Comuni” dello studio AVVI e Associati.

Menzioni speciali per la Regione Sardegna con la “Ciclovia del Cammino Minerario di Santa Barbara” (presentato dal CIREM, Centro Interuniversitario di Ricerche Economiche e Mobilità dell’Università degli Studi di Cagliari e Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara), per l’Emilia Romagna con il progetto “Ciclovia del Sole – Itinerario di Bologna metropolitana” (presentato dalla Città Metropolitana di Bologna), per la Regione Puglia con il progetto “Parco dell’Area Cave di Pietra di Apricena” (presentato dallo Studio Assaus), per la Regione Toscana con il progetto “Via Sacra Etrusca” (presentato da Nordic Hiking Italia) e per la Regione Marche con il progetto “Ciclovia 77” (presentato dall’omonimo Comitato promotore).

Il Meeting All Routes Lead to Rome ha inteso dare vita con questa edizione a due menzioni speciali dal volto orientato all’esperienza di viaggio:

  • GREAT PLACES TO BIKE al progetto “Ciclovia Appenninica – Appennino Bike Tour: il Giro dell’Italia che non ti aspetti” (presentato da Vivi Appennino);
  • GREAT PLACES TO WALK al progetto Carnia Greeters, gruppo di cittadini volontari entusiasti delle proprie vallate che accolgono i visitatori in modo autentico, rendendo ogni visita un’esperienza unica.

Questa edizione del Premio Internazionale Life Beyond Tourism, attribuito dalla Fondazione Romualdo Del Bianco attraverso la piattaforma Life Beyond Tourism, va all’Itinerario Culturale Europeo “Iter Vitis – Les Chemins de la Vigne“, con sede in Sicilia e due straordinarie direttrici che attraversano l’Europa e il Mediterraneo, dall’Azerbaigian al Portogallo.

La cerimonia di consegna dei premi avverrà venerdì 15 novembre a Roma, nell’ambito del Meeting All Routes Lead to Rome, in sede di imminente definizione.


Per maggiori informazioni sul Premio nazionale, visita la sezione dedicata sul sito di Co.Mo.Do.
Per gli accrediti stampa è possibile rivolgersi a segretariogenerale@mobilitadolce.org entro e non oltre il 9 novembre 2019.

Settimana della mobilità dolce SIMTUR

La Settimana della Mobilità dolce SIMTUR si terrà ogni anno nell’ambito della Settimana Europea della Mobilità: ­­anche l’edizione 2019, come tutte le precedenti – dal 2002 ad oggi – si svolgerà dal 16 al 22 settembre.

Chi può partecipare?

La European Mobility Week (EMW) prevede possano partecipare tutti i Comuni dei 28 Paesi UE, nonché dei Paesi candidati all’adesione all’UE e che fanno parte del processo di stabilizzazione e di associazione (SAP), Paesi dello Spazio Economico Europeo (SEE) e Paesi dell’Associazione Europea di Libero Scambio (EFTA). Solo l’autorità locale ufficiale della Città può registrarsi, impegnandosi a onorare uno o più criteri (definiti “golden criteria”):

  • Organizzare una settimana di attività;
  • Attuare almeno una nuova misura a carattere permanente;
  • Prevedere la giornata “In Città senza la mia auto

I Comuni partecipanti possono liberamente scegliere uno, due o tutti e tre i criteri, con modalità assolutamente libere e senza alcun vincolo. L’unica condizione da rispettare è che le iniziative e le attività realizzate siano coerenti con il focal theme scelto per l’edizione annuale.

Qual è il tema della EMW 2019?

Per l’edizione 2019, il tema scelto è “Camminare e pedalare in sicurezza nelle città”.

Perché un Comune dovrebbe aderire alla EMW? E perché alla “Settimana della Mobilità Dolce SIMTUR”?

I motivi per aderire alla EMW (Settimana Europea della Mobilità) sono diversi e vanno dalla migliore promozione di politiche già attive fino all’attivazione di misure permanenti e politiche a lungo termine, attraverso un maggiore coinvolgimento della cittadinanza nelle scelte di pianificazione e gestione della mobilità (come già insegnano i PUMS).

Partecipare alla Settimana, inoltre, dà la possibilità di concorrere all’assegnazione dei Premi, ulteriore fonte di diffusione e condivisione delle attività realizzate: i Premi sono due, assegnati uno per ciascun vincitore delle due categorie previste:

  • Comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti.
  • Comuni con popolazione inferiore a 50.000 abitanti.

L’adesione alla Settimana SIMTUR costituisce, in aggiunta, un’importante cassa di risonanza di livello nazionale, dal momento che tutte le attività realizzate dagli Enti locali sono pubblicizzate da un ufficio stampa, pubblicate sul sito ufficiale dell’iniziativa e promosse tramite i social network.

Al circuito/calendario di iniziative SIMTUR possono partecipare anche fondazioni, associazioni, comitati, gruppi di quartiere formali e informali.

E se il Comune della mia città non partecipa?

Se formalmente l’Amministrazione non partecipa, non è possibile candidare la Città / Località a vincere un Premio, né ottenere gli altri vantaggi offerti dall’iniziativa europea. È però sempre possibile attivarsi, come associazione, ente o comitato, per realizzare iniziative di sensibilizzazione, che possono essere veicolate tramite gli strumenti di SIMTUR, assieme a decine di altre nell’ambito della “Settimana della mobilità dolce”.

Può aderire chiunque dimostri interesse per la mobilità dolce e il turismo sostenibile, essendo motivato a promuovere in modo efficace i vantaggi della sostenibilità dei trasporti: aderire significa cogliere a pieno l’opportunità di attivare o consolidare collaborazioni con i professionisti di SIMTUR e con le pubbliche amministrazioni, in coerenza e in connessione con le politiche europee di settore.

Come ci si iscrive alla Settimana Europea della Mobilità?

Per iscriversi alla EMW è sufficiente compilare il format sul sito internet www.mobilityweek.eu. La compilazione dei campi non può essere generica e deve contenere l’indicazione dettagliata delle attività da realizzare.

La richiesta d’iscrizione così compilata è valutata dal Ministero dell’Ambiente, in qualità di Coordinatore nazionale, che può, ove necessario, chiedere integrazioni o chiarimenti al soggetto richiedente.

Anche iscriversi anche alla “Settimana della mobilità dolce” SIMTUR è semplicissimo: è sufficiente compilare il modulo online, presente all’indirizzo https://tinyurl.com/EMW2019 specificando la tipologia di eventi promossi, luogo, orari e immagini descrittive.

Come si concorre per il premio ufficiale della Settimana Europea della Mobilità?

I Comuni partecipanti, oltre alla compilazione del format europeo, per concorrere all’assegnazione del Premio devono:

  • registrare le proprie iniziative;
  • sottoscrivere la “Carta della Settimana Europea della Mobilità” e soddisfare tutti e tre i golden criteria, ovvero organizzare una settimana di attività, attuare almeno una nuova misura permanente e prevedere, preferibilmente per il 22 settembre, la giornata “In Città senza la mia auto”;
  • rispettare le scadenze previste e compilare il modulo di candidatura in inglese.

La “Carta della Settimana della Mobilità” deve essere firmata dal Sindaco o da altro funzionario competente per materia e deve essere inviata all’European Secretariat: info@eurocities.eu

Che tipo di attività possono essere organizzate?

I Comuni aderenti alla EMW possono organizzare qualsiasi attività ritenuta utile al fine di conseguire un cambiamento delle abitudini di mobilità dei cittadini: l’unica condizione è che tutte le iniziative siano in linea con il focal theme scelto e che siano dirette a promuovere la mobilità sostenibile.

Per la “Settimana della mobilità dolce” SIMTUR possono essere realizzate iniziative specifiche nelle scuole, passeggiate e cicloescursioni con percorsi misti (urbani e paesaggistici), laboratori di mappatura, momenti di promozione del trasporto pubblico, del trasporto elettrico, dei treni e degli altri mezzi collettivi, attività di intrattenimento e informazione per le famiglie (musica, esibizioni sportive, animazione, ecc.), ma anche conferenze, seminari e incontri, cui è possibile invitare esperti SIMTUR.

Che tipo di misure permanenti possono essere lanciate?

Esempi di misure permanenti sono:

  • Creazione o ampliamento di aree pedonali;
  • Miglioramento della rete di piste ciclabili;
  • Lancio dei servizi di car-pooling e car-sharing;
  • Restrizioni di accesso permanente ai centri storici o ad aree individuate;
  • Sviluppo di servizi di trasporto accessibili per tutti;
  • Adozione di servizi di trasporto casa-lavoro e casa-scuola;
  • Creazione di centri di mobilità e servizi di informazione on-line;
  • Riduzione dei limiti di velocità in prossimità di centri sensibili come scuole e centri ricreativi;
  • Istituzione di servizi pedibus;
  • Introduzione di nuove flotte di autobus ecologici

Nell’organizzazione delle attività ci si può avvalere di soggetti esterni?

Si, la collaborazione con altri soggetti operanti sul territorio può risultare determinante per la buona riuscita delle Settimana Europea della Mobilità: è stato possibile verificare che nei casi di maggior successo delle iniziative attivate c’è stato un partenariato con enti ed associazioni guidato dalle autorità locali.

Ai soggetti esterni, così come ai Comuni, SIMTUR indirizza una specifica assistenza tecnica gratuita, volta ad aderire al focal theme, a migliorare le performance, ad acquisire maggiore visibilità e partecipazione.

Quanto tempo occorre per organizzare la Settimana?

Il tempo occorrente varia in base al tipo di attività previste. Tuttavia, si consiglia di organizzarsi con un congruo anticipo considerando la pausa estiva. Questo consentirà una più efficace comunicazione delle iniziative che saranno poste in essere, oltre ad assicurarsi che ci sia un alto livello di partecipazione dei cittadini.

Anche per l’organizzazione di eventi, SIMTUR si conferma a disposizione dei territori e delle autorità locali. Dopo aver preso contatto (mobility.euroweek@gmail.com) potrà essere utilizzata la bozza di delibera presente all’indirizzo: https://www.simtur.it/bozzadelibera_settimanasimtur2019.pdf

Ci sono materiali a disposizione per una migliore organizzazione e promozione dell’iniziativa?

Una vasta gamma di materiali liberamente utilizzabili, come manifesti e loghi, sono disponibili in download dal sito web ufficiale della manifestazione.

Le iniziative coordinate con l’assistenza tecnica di SIMTUR si avvalgono inoltre di una visibilità nazionale, garantita da uno specifico piano di comunicazione, online e offline.

Come si può ottenere un’ampia copertura da parte della stampa locale?

È opportuno informare e coinvolgere la stampa locale fin dalle prime fasi di pianificazione delle attività che si intende realizzare durante la Settimana, evidenziando i vantaggi della campagna e come l’evento si inserisce nei piani a lungo termine di gestione della mobilità e nella strategia dei trasporti.

L’Ufficio stampa nazionale di SIMTUR rimane a disposizione delle iniziative che decidono di avvalersi della assistenza tecnica.

Cosa si può fare per coinvolgere un maggior numero di cittadini?

Diffondere la manifestazione con anticipo attraverso i media, i social network, la comunicazione durante eventi pubblici e in luoghi strategici della città, come piazze e vie centrali, pubblicizzando adeguatamente le iniziative ed evidenziando i vantaggi collettivi ed individuali che deriverebbero da un miglioramento della mobilità urbana.

Un ulteriore strumento è la raccolta firme per la Carta Internazionale del Camminare, promossa dal Network globale WALK21 (www.walk21.com), che in Italia vede impegnata SIMTUR e un ampio partenariato di enti, associazioni, pro loco e cittadini.

E dopo aver realizzato la Settimana di eventi, cosa posso fare?

SIMTUR partecipa all’organizzazione del Meeting “All Routes lead to Rome”, dedicato alla mobilità dolce: una straordinaria occasione, dall’1 al 17 novembre, per partecipare a conferenze, seminari, workshop, ma anche escursioni, pedalate, passeggiate letterarie, attività di trekking urbano, laboratori di mappatura e – naturalmente – per scambiare buone prassi ed esperienze di sostenibilità.

+INFO: www.routes2rome.it

Nel 2020 torneremo a marzo con il Mese della mobilità dolce Co.Mo.Do, con la Giornata nazionale delle Ferrovie dimenticate e con la riapertura del bando per il Premio nazionale Go Slow.

Cammini d’Europa tra i partner di ISNART

La rete di cooperazione internazionale entra a far parte dei partner dell’Istituto Nazionale Ricerche Turistiche, società “in house” del sistema camerale che realizza studi e pubblicazioni sul turismo.

L’ISNART si adopera, attraverso studi e ricerche, a indagare le problematiche e le tematiche del settore turismo, tenendo presente una serie di obiettivi strategici assunti come finalità prioritarie:

Per il sistema privato

Innalzare la qualità dell’offerta ospitale

Per il sistema pubblico-privato

Lavorare affinché siano garantiti spazi crescenti di integrazione e comunicazione reciproca

Per il sistema globale “Italia”

Cercare di ridurre la disomogeneità, le differenze che tutt’oggi caratterizzano l’offerta turistica italiana, favorendo un crescente processo di integrazione super ed interregionale dei singoli prodotti turistici.

Per il sistema camerale

Creare una rete di collegamento tra le Camere di Commercio per coordinare le azioni e le iniziative relative al turismo. Supportare con informazioni, documentazioni e consulenze specifiche le azioni che una Camera di Commercio vuole intraprendere nel settore del turismo.

Per il mercato europeo

Sin dal 2006, Isnart partecipa attivamente alle iniziative del turismo sostenibile a livello europeo, aderendo alla Rete europea del turismo sostenibile e competitivo – Necstour, come partner ufficiale a progetti europei e frequentando i Forum annuali del turismo europeo.

La collaborazione con Cammini d’Europa

La collaborazione tra Cammini d’Europa e ISNART mira a creare un Osservatorio della mobilità dolce e dei fenomeni che si muovono (lentamente) lungo i Cammini, a iniziare dal censimento delle forme di ospitalità, proseguendo con le analisi dei dati sui flussi e proponendo la Board nazionale degli Itinerari come tavolo di dialogo strutturato permanente, al servizio dei Ministeri, delle Regioni e degli Enti Locali interessati allo sviluppo dei percorsi di mobilità dolce.

Premio GoSlow 2019 per i migliori progetti di mobilità dolce

Dal 2007 Co.Mo.Do e l’Associazione Go Slow Social Club organizzano il Premio “Go Slow”, il più importante e unico riconoscimento italiano per le Pubbliche Amministrazioni (Vie di comunicazione storiche, Comune, Regioni, Provincie, Parchi) che si distinguono quanto a progetti di mobilità dolce e sostenibile nei loro territori.

Il Premio si divide in tre categorie:

  • Progetti realizzati,
  • Progetti in fase di realizzazione,
  • Studi di fattibilità.

Da quest’anno 2019, All Routes lead to Rome presenterà due MENZIONI SPECIALI, “GREAT PLACES TO WALK” e “GREAT PLACES TO BIKE” per Enti, Organizzazioni territoriali e Associazioni – in forma singola o associata – che possono presentare progetti realizzati e conclusi da non oltre 2 anni sui temi della mobilità dolce a favore della qualità della vita dei cittadini e del turismo lento ed esperienziale.

Il riconoscimento mira a promuovere iniziative che contribuiscano a una transizione verso reti di mobilità dolce finalizzate ad adeguare progressivamente i luoghi alle esigenze di qualità della vita ed alle esperienze di viaggio orientate alla salute, al benessere e alla piacevolezza di attraversare lentamente le città e i territori, a piedi o in bicicletta: un movimento naturale, sia che si tratti di attraversare centri e periferie urbane, sia di entrare a contatto con il paesaggio e l’ambiente, sia di accompagnare nella ricerca degli infiniti motivi di eccellenza che il Bel Paese sa offrire – a partire dal proprio immenso patrimonio culturale – agli occhi dei residenti e dei turisti che lo visitano e ammirano.

Storia del Premio GoSlow

TERMINI E SCADENZE

La scadenza per l’invio delle candidature è fissata al 15 maggio 2019.

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Possono candidarsi al Premio Enti Pubblici, archi, GAL, Unioni di Comuni, Associazioni, Studi di Architettura, urbanistici e di ingegneria. Scuole universitarie e dipartimenti con competenze nelle discipline di Architettura del paesaggio, Architettura e ingegneria edile-architettura, Conservazione dei beni architettonici e ambientali, Ingegneria civile, Ingegneria dei sistemi edilizi, Ingegneria per l’ambiente e il territorio, Pianificazione territoriale urbanistica e ambientale, Scienze economiche per l’ambiente e la cultura, Scienze e tecnologie agrarie, Scienze e tecnologie forestali e ambientali, Scienze e tecnologie per l’ambiente e il territorio, Scienze geografiche, Scienze storiche, e simili.
L’aggiudicazione del Premio sarà comunicata ai vincitori che riceveranno una targa con una cerimonia di premiazione che avrà luogo in occasione della prossima (quarta) edizione del Meeting, che si svolgerà a Roma a novembre 2019.


La Giuria è così formata: prof. ing. Roberti Busi (Presidente), ing. Roberto Greco (Portavoce Nazionale Co.Mo.Do.), Debora Sanna (Presidente GoSlow Social Club), Stefania Mezzetti (Giornalista GIST), prof. Federico Massimo Ceschin (Segretario Generale Cammini d’Europa), Paolo Capocci (Segretario Generale Co.Mo.Do.).


Chi ha vinto le scorse edizioni

  • 1a Edizione 2007: 1° APT Rieti (Cammino di Francesco) – 2° ATL Biella (Rete Biella Outdoor) – 3° Provincia di Ravenna (Corolla delle Ginestre).
  • 2a Edizione 2008: 1° Provincia di Ferrara (Le Vie Estensi tra terra e acqua) – 2° Parco Adamello Brenta (Dolomiti di Brenta Bike) – 3° Parco Colli di Bergamo (Percorso ciclopedonale del torrente Quisa).
  • 3a Edizione 2009: 1° Regione Liguria (Pista ciclopedonale del Ponente Ligure e Parco costiero) – 2° Ente Foreste Sardegna (Rete escursionistica delle aree interne della Sardegna) – 3° Parco Nazionale Gran Paradiso (A piedi fra le nuvole) – Miglior Progetto: Comune di Fontanelle (Greenway del Monticano).
  • 4a Edizione 2012: 1° Provincia di Gorizia. Studio Land Milano Srl (SLOW COLLIO: paesaggio da bere) – Menzioni speciali a: Associazione di promozione Sociale VIA DEGLI ABATI (Via degli Abati), Studio di architettura ENVY di Padova (Ex ferrovia militare Treviso-Ostiglia), Comune di Giaveno (Sentiero escursionistico La Cumba el fruntei).
  • 5a Edizione 2014: 1° Cat. Progetti realizzati: Provincia di Siena (In viaggio con il Treno Natura nelle Terre di Siena) – 1° Cat. Progetti in fase di realizzazione: Comune di Fontainemore (Recupero dei Fontanili nei villaggi rurali di Planaz e Vallomy) – 1° Cat. Studi di fattibilità: Comune di San Leo (Tra Santi e briganti) – 1° Cat. Progetti realizzati da studi di fattibilità: Comune di Servigliano (La storia del tempo. Il tempo della storia) – Menzioni speciali a: Regione Puglia (Ciclovia dell’Acquedotto pugliese –Itinerario n. 11 Bicitalia) e Comune di Oristano (Mobilità lenta Oristano e area vasta).
  • 6a Edizione 2015: 1° Cat. Progetti realizzati: Associazione Culturale “Le Rotaie Molise” (Ferrovia Sulmona – Carpinone – Isernia: la “Transiberiana d’Italia”) – 1° Cat. Progetti in fase di realizzazione: Movimento VeloLove (Grande raccordo anulare delle bici “Grab” sull’Appia Antica) – 1° Cat. Studi di fattibilità: Unione dei Comuni della Val Marecchia (Ciclovia integrata lungo la Valle del Fiume Marecchia) – Menzioni speciali a: Regione Toscana (Via Francigena Toscana), Regione Emilia Romagna (Alta Via dei Parchi), Ass. Ammappalitalia (Il Giro della Tuscia in 80 giorni), Arch. Simona Pagliari, Arch. Roberto Nasini (Porto San Giorgio – Fermo – Amandola), Comune di Montepulciano (Il Sentiero del Nobile a Montepulciano), Gal Valle d’Itria (Itinerari in Valle d’Itria: percorsi fra architetture rurali e paesaggi naturali), Studio Arch. Roberto Pescarollo (Itinerario TV3 “Giramonticano”).