Mobilità dolce

Settimana della mobilità dolce SIMTUR

La Settimana della Mobilità dolce SIMTUR si terrà ogni anno nell’ambito della Settimana Europea della Mobilità: ­­anche l’edizione 2019, come tutte le precedenti – dal 2002 ad oggi – si svolgerà dal 16 al 22 settembre.

Chi può partecipare?

La European Mobility Week (EMW) prevede possano partecipare tutti i Comuni dei 28 Paesi UE, nonché dei Paesi candidati all’adesione all’UE e che fanno parte del processo di stabilizzazione e di associazione (SAP), Paesi dello Spazio Economico Europeo (SEE) e Paesi dell’Associazione Europea di Libero Scambio (EFTA). Solo l’autorità locale ufficiale della Città può registrarsi, impegnandosi a onorare uno o più criteri (definiti “golden criteria”):

  • Organizzare una settimana di attività;
  • Attuare almeno una nuova misura a carattere permanente;
  • Prevedere la giornata “In Città senza la mia auto

I Comuni partecipanti possono liberamente scegliere uno, due o tutti e tre i criteri, con modalità assolutamente libere e senza alcun vincolo. L’unica condizione da rispettare è che le iniziative e le attività realizzate siano coerenti con il focal theme scelto per l’edizione annuale.

Qual è il tema della EMW 2019?

Per l’edizione 2019, il tema scelto è “Camminare e pedalare in sicurezza nelle città”.

Perché un Comune dovrebbe aderire alla EMW? E perché alla “Settimana della Mobilità Dolce SIMTUR”?

I motivi per aderire alla EMW (Settimana Europea della Mobilità) sono diversi e vanno dalla migliore promozione di politiche già attive fino all’attivazione di misure permanenti e politiche a lungo termine, attraverso un maggiore coinvolgimento della cittadinanza nelle scelte di pianificazione e gestione della mobilità (come già insegnano i PUMS).

Partecipare alla Settimana, inoltre, dà la possibilità di concorrere all’assegnazione dei Premi, ulteriore fonte di diffusione e condivisione delle attività realizzate: i Premi sono due, assegnati uno per ciascun vincitore delle due categorie previste:

  • Comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti.
  • Comuni con popolazione inferiore a 50.000 abitanti.

L’adesione alla Settimana SIMTUR costituisce, in aggiunta, un’importante cassa di risonanza di livello nazionale, dal momento che tutte le attività realizzate dagli Enti locali sono pubblicizzate da un ufficio stampa, pubblicate sul sito ufficiale dell’iniziativa e promosse tramite i social network.

Al circuito/calendario di iniziative SIMTUR possono partecipare anche fondazioni, associazioni, comitati, gruppi di quartiere formali e informali.

E se il Comune della mia città non partecipa?

Se formalmente l’Amministrazione non partecipa, non è possibile candidare la Città / Località a vincere un Premio, né ottenere gli altri vantaggi offerti dall’iniziativa europea. È però sempre possibile attivarsi, come associazione, ente o comitato, per realizzare iniziative di sensibilizzazione, che possono essere veicolate tramite gli strumenti di SIMTUR, assieme a decine di altre nell’ambito della “Settimana della mobilità dolce”.

Può aderire chiunque dimostri interesse per la mobilità dolce e il turismo sostenibile, essendo motivato a promuovere in modo efficace i vantaggi della sostenibilità dei trasporti: aderire significa cogliere a pieno l’opportunità di attivare o consolidare collaborazioni con i professionisti di SIMTUR e con le pubbliche amministrazioni, in coerenza e in connessione con le politiche europee di settore.

Come ci si iscrive alla Settimana Europea della Mobilità?

Per iscriversi alla EMW è sufficiente compilare il format sul sito internet www.mobilityweek.eu. La compilazione dei campi non può essere generica e deve contenere l’indicazione dettagliata delle attività da realizzare.

La richiesta d’iscrizione così compilata è valutata dal Ministero dell’Ambiente, in qualità di Coordinatore nazionale, che può, ove necessario, chiedere integrazioni o chiarimenti al soggetto richiedente.

Anche iscriversi anche alla “Settimana della mobilità dolce” SIMTUR è semplicissimo: è sufficiente compilare il modulo online, presente all’indirizzo https://tinyurl.com/EMW2019 specificando la tipologia di eventi promossi, luogo, orari e immagini descrittive.

Come si concorre per il premio ufficiale della Settimana Europea della Mobilità?

I Comuni partecipanti, oltre alla compilazione del format europeo, per concorrere all’assegnazione del Premio devono:

  • registrare le proprie iniziative;
  • sottoscrivere la “Carta della Settimana Europea della Mobilità” e soddisfare tutti e tre i golden criteria, ovvero organizzare una settimana di attività, attuare almeno una nuova misura permanente e prevedere, preferibilmente per il 22 settembre, la giornata “In Città senza la mia auto”;
  • rispettare le scadenze previste e compilare il modulo di candidatura in inglese.

La “Carta della Settimana della Mobilità” deve essere firmata dal Sindaco o da altro funzionario competente per materia e deve essere inviata all’European Secretariat: info@eurocities.eu

Che tipo di attività possono essere organizzate?

I Comuni aderenti alla EMW possono organizzare qualsiasi attività ritenuta utile al fine di conseguire un cambiamento delle abitudini di mobilità dei cittadini: l’unica condizione è che tutte le iniziative siano in linea con il focal theme scelto e che siano dirette a promuovere la mobilità sostenibile.

Per la “Settimana della mobilità dolce” SIMTUR possono essere realizzate iniziative specifiche nelle scuole, passeggiate e cicloescursioni con percorsi misti (urbani e paesaggistici), laboratori di mappatura, momenti di promozione del trasporto pubblico, del trasporto elettrico, dei treni e degli altri mezzi collettivi, attività di intrattenimento e informazione per le famiglie (musica, esibizioni sportive, animazione, ecc.), ma anche conferenze, seminari e incontri, cui è possibile invitare esperti SIMTUR.

Che tipo di misure permanenti possono essere lanciate?

Esempi di misure permanenti sono:

  • Creazione o ampliamento di aree pedonali;
  • Miglioramento della rete di piste ciclabili;
  • Lancio dei servizi di car-pooling e car-sharing;
  • Restrizioni di accesso permanente ai centri storici o ad aree individuate;
  • Sviluppo di servizi di trasporto accessibili per tutti;
  • Adozione di servizi di trasporto casa-lavoro e casa-scuola;
  • Creazione di centri di mobilità e servizi di informazione on-line;
  • Riduzione dei limiti di velocità in prossimità di centri sensibili come scuole e centri ricreativi;
  • Istituzione di servizi pedibus;
  • Introduzione di nuove flotte di autobus ecologici

Nell’organizzazione delle attività ci si può avvalere di soggetti esterni?

Si, la collaborazione con altri soggetti operanti sul territorio può risultare determinante per la buona riuscita delle Settimana Europea della Mobilità: è stato possibile verificare che nei casi di maggior successo delle iniziative attivate c’è stato un partenariato con enti ed associazioni guidato dalle autorità locali.

Ai soggetti esterni, così come ai Comuni, SIMTUR indirizza una specifica assistenza tecnica gratuita, volta ad aderire al focal theme, a migliorare le performance, ad acquisire maggiore visibilità e partecipazione.

Quanto tempo occorre per organizzare la Settimana?

Il tempo occorrente varia in base al tipo di attività previste. Tuttavia, si consiglia di organizzarsi con un congruo anticipo considerando la pausa estiva. Questo consentirà una più efficace comunicazione delle iniziative che saranno poste in essere, oltre ad assicurarsi che ci sia un alto livello di partecipazione dei cittadini.

Anche per l’organizzazione di eventi, SIMTUR si conferma a disposizione dei territori e delle autorità locali. Dopo aver preso contatto (mobility.euroweek@gmail.com) potrà essere utilizzata la bozza di delibera presente all’indirizzo: https://www.simtur.it/bozzadelibera_settimanasimtur2019.pdf

Ci sono materiali a disposizione per una migliore organizzazione e promozione dell’iniziativa?

Una vasta gamma di materiali liberamente utilizzabili, come manifesti e loghi, sono disponibili in download dal sito web ufficiale della manifestazione.

Le iniziative coordinate con l’assistenza tecnica di SIMTUR si avvalgono inoltre di una visibilità nazionale, garantita da uno specifico piano di comunicazione, online e offline.

Come si può ottenere un’ampia copertura da parte della stampa locale?

È opportuno informare e coinvolgere la stampa locale fin dalle prime fasi di pianificazione delle attività che si intende realizzare durante la Settimana, evidenziando i vantaggi della campagna e come l’evento si inserisce nei piani a lungo termine di gestione della mobilità e nella strategia dei trasporti.

L’Ufficio stampa nazionale di SIMTUR rimane a disposizione delle iniziative che decidono di avvalersi della assistenza tecnica.

Cosa si può fare per coinvolgere un maggior numero di cittadini?

Diffondere la manifestazione con anticipo attraverso i media, i social network, la comunicazione durante eventi pubblici e in luoghi strategici della città, come piazze e vie centrali, pubblicizzando adeguatamente le iniziative ed evidenziando i vantaggi collettivi ed individuali che deriverebbero da un miglioramento della mobilità urbana.

Un ulteriore strumento è la raccolta firme per la Carta Internazionale del Camminare, promossa dal Network globale WALK21 (www.walk21.com), che in Italia vede impegnata SIMTUR e un ampio partenariato di enti, associazioni, pro loco e cittadini.

E dopo aver realizzato la Settimana di eventi, cosa posso fare?

SIMTUR partecipa all’organizzazione del Meeting “All Routes lead to Rome”, dedicato alla mobilità dolce: una straordinaria occasione, dall’1 al 17 novembre, per partecipare a conferenze, seminari, workshop, ma anche escursioni, pedalate, passeggiate letterarie, attività di trekking urbano, laboratori di mappatura e – naturalmente – per scambiare buone prassi ed esperienze di sostenibilità.

+INFO: www.routes2rome.it

Nel 2020 torneremo a marzo con il Mese della mobilità dolce Co.Mo.Do, con la Giornata nazionale delle Ferrovie dimenticate e con la riapertura del bando per il Premio nazionale Go Slow.

Cammini d’Europa tra i partner di ISNART

La rete di cooperazione internazionale entra a far parte dei partner dell’Istituto Nazionale Ricerche Turistiche, società “in house” del sistema camerale che realizza studi e pubblicazioni sul turismo.

L’ISNART si adopera, attraverso studi e ricerche, a indagare le problematiche e le tematiche del settore turismo, tenendo presente una serie di obiettivi strategici assunti come finalità prioritarie:

Per il sistema privato

Innalzare la qualità dell’offerta ospitale

Per il sistema pubblico-privato

Lavorare affinché siano garantiti spazi crescenti di integrazione e comunicazione reciproca

Per il sistema globale “Italia”

Cercare di ridurre la disomogeneità, le differenze che tutt’oggi caratterizzano l’offerta turistica italiana, favorendo un crescente processo di integrazione super ed interregionale dei singoli prodotti turistici.

Per il sistema camerale

Creare una rete di collegamento tra le Camere di Commercio per coordinare le azioni e le iniziative relative al turismo. Supportare con informazioni, documentazioni e consulenze specifiche le azioni che una Camera di Commercio vuole intraprendere nel settore del turismo.

Per il mercato europeo

Sin dal 2006, Isnart partecipa attivamente alle iniziative del turismo sostenibile a livello europeo, aderendo alla Rete europea del turismo sostenibile e competitivo – Necstour, come partner ufficiale a progetti europei e frequentando i Forum annuali del turismo europeo.

La collaborazione con Cammini d’Europa

La collaborazione tra Cammini d’Europa e ISNART mira a creare un Osservatorio della mobilità dolce e dei fenomeni che si muovono (lentamente) lungo i Cammini, a iniziare dal censimento delle forme di ospitalità, proseguendo con le analisi dei dati sui flussi e proponendo la Board nazionale degli Itinerari come tavolo di dialogo strutturato permanente, al servizio dei Ministeri, delle Regioni e degli Enti Locali interessati allo sviluppo dei percorsi di mobilità dolce.

Premio GoSlow 2019 per i migliori progetti di mobilità dolce

Dal 2007 Co.Mo.Do e l’Associazione Go Slow Social Club organizzano il Premio “Go Slow”, il più importante e unico riconoscimento italiano per le Pubbliche Amministrazioni (Vie di comunicazione storiche, Comune, Regioni, Provincie, Parchi) che si distinguono quanto a progetti di mobilità dolce e sostenibile nei loro territori.

Il Premio si divide in tre categorie:

  • Progetti realizzati,
  • Progetti in fase di realizzazione,
  • Studi di fattibilità.

Da quest’anno 2019, All Routes lead to Rome presenterà due MENZIONI SPECIALI, “GREAT PLACES TO WALK” e “GREAT PLACES TO BIKE” per Enti, Organizzazioni territoriali e Associazioni – in forma singola o associata – che possono presentare progetti realizzati e conclusi da non oltre 2 anni sui temi della mobilità dolce a favore della qualità della vita dei cittadini e del turismo lento ed esperienziale.

Il riconoscimento mira a promuovere iniziative che contribuiscano a una transizione verso reti di mobilità dolce finalizzate ad adeguare progressivamente i luoghi alle esigenze di qualità della vita ed alle esperienze di viaggio orientate alla salute, al benessere e alla piacevolezza di attraversare lentamente le città e i territori, a piedi o in bicicletta: un movimento naturale, sia che si tratti di attraversare centri e periferie urbane, sia di entrare a contatto con il paesaggio e l’ambiente, sia di accompagnare nella ricerca degli infiniti motivi di eccellenza che il Bel Paese sa offrire – a partire dal proprio immenso patrimonio culturale – agli occhi dei residenti e dei turisti che lo visitano e ammirano.

Storia del Premio GoSlow

TERMINI E SCADENZE

La scadenza per l’invio delle candidature è fissata al 15 maggio 2019.

Scarica il REGOLAMENTO
Scarica il MODULO DI CANDIDATURA

Possono candidarsi al Premio Enti Pubblici, archi, GAL, Unioni di Comuni, Associazioni, Studi di Architettura, urbanistici e di ingegneria. Scuole universitarie e dipartimenti con competenze nelle discipline di Architettura del paesaggio, Architettura e ingegneria edile-architettura, Conservazione dei beni architettonici e ambientali, Ingegneria civile, Ingegneria dei sistemi edilizi, Ingegneria per l’ambiente e il territorio, Pianificazione territoriale urbanistica e ambientale, Scienze economiche per l’ambiente e la cultura, Scienze e tecnologie agrarie, Scienze e tecnologie forestali e ambientali, Scienze e tecnologie per l’ambiente e il territorio, Scienze geografiche, Scienze storiche, e simili.
L’aggiudicazione del Premio sarà comunicata ai vincitori che riceveranno una targa con una cerimonia di premiazione che avrà luogo in occasione della prossima (quarta) edizione del Meeting, che si svolgerà a Roma a novembre 2019.


La Giuria è così formata: prof. ing. Roberti Busi (Presidente), ing. Roberto Greco (Portavoce Nazionale Co.Mo.Do.), Debora Sanna (Presidente GoSlow Social Club), Stefania Mezzetti (Giornalista GIST), prof. Federico Massimo Ceschin (Segretario Generale Cammini d’Europa), Paolo Capocci (Segretario Generale Co.Mo.Do.).


Chi ha vinto le scorse edizioni

  • 1a Edizione 2007: 1° APT Rieti (Cammino di Francesco) – 2° ATL Biella (Rete Biella Outdoor) – 3° Provincia di Ravenna (Corolla delle Ginestre).
  • 2a Edizione 2008: 1° Provincia di Ferrara (Le Vie Estensi tra terra e acqua) – 2° Parco Adamello Brenta (Dolomiti di Brenta Bike) – 3° Parco Colli di Bergamo (Percorso ciclopedonale del torrente Quisa).
  • 3a Edizione 2009: 1° Regione Liguria (Pista ciclopedonale del Ponente Ligure e Parco costiero) – 2° Ente Foreste Sardegna (Rete escursionistica delle aree interne della Sardegna) – 3° Parco Nazionale Gran Paradiso (A piedi fra le nuvole) – Miglior Progetto: Comune di Fontanelle (Greenway del Monticano).
  • 4a Edizione 2012: 1° Provincia di Gorizia. Studio Land Milano Srl (SLOW COLLIO: paesaggio da bere) – Menzioni speciali a: Associazione di promozione Sociale VIA DEGLI ABATI (Via degli Abati), Studio di architettura ENVY di Padova (Ex ferrovia militare Treviso-Ostiglia), Comune di Giaveno (Sentiero escursionistico La Cumba el fruntei).
  • 5a Edizione 2014: 1° Cat. Progetti realizzati: Provincia di Siena (In viaggio con il Treno Natura nelle Terre di Siena) – 1° Cat. Progetti in fase di realizzazione: Comune di Fontainemore (Recupero dei Fontanili nei villaggi rurali di Planaz e Vallomy) – 1° Cat. Studi di fattibilità: Comune di San Leo (Tra Santi e briganti) – 1° Cat. Progetti realizzati da studi di fattibilità: Comune di Servigliano (La storia del tempo. Il tempo della storia) – Menzioni speciali a: Regione Puglia (Ciclovia dell’Acquedotto pugliese –Itinerario n. 11 Bicitalia) e Comune di Oristano (Mobilità lenta Oristano e area vasta).
  • 6a Edizione 2015: 1° Cat. Progetti realizzati: Associazione Culturale “Le Rotaie Molise” (Ferrovia Sulmona – Carpinone – Isernia: la “Transiberiana d’Italia”) – 1° Cat. Progetti in fase di realizzazione: Movimento VeloLove (Grande raccordo anulare delle bici “Grab” sull’Appia Antica) – 1° Cat. Studi di fattibilità: Unione dei Comuni della Val Marecchia (Ciclovia integrata lungo la Valle del Fiume Marecchia) – Menzioni speciali a: Regione Toscana (Via Francigena Toscana), Regione Emilia Romagna (Alta Via dei Parchi), Ass. Ammappalitalia (Il Giro della Tuscia in 80 giorni), Arch. Simona Pagliari, Arch. Roberto Nasini (Porto San Giorgio – Fermo – Amandola), Comune di Montepulciano (Il Sentiero del Nobile a Montepulciano), Gal Valle d’Itria (Itinerari in Valle d’Itria: percorsi fra architetture rurali e paesaggi naturali), Studio Arch. Roberto Pescarollo (Itinerario TV3 “Giramonticano”).

Usare l’autobus per rispettare l’ambiente?

È dimostrato che gli autobus sono molto efficienti in termini di consumo di carburante ed emettono un livello estremamente basso di gas a effetto serra. Ma viaggiare senza produrre nessuna emissione di CO2 rimane comunque difficile, anche scegliendo di utilizzare solo autobus Euro6. Con la startup BusForFun è però possibile ridurre l’impronta ecologica.

Il mondo della mobilità dolce si evolve. Non solo viaggia a piedi, in bicicletta, a cavallo, in kayak o in barca a vela, ma anche con treni storici, auto elettriche e… autobus. Autobus? Sì, perché il viaggio collettivo verso mete, destinazioni (e ora anche grandi eventi) è ora possibile grazie all’iniziativa di una startup innovativa: BusForFun parte da oltre 250 località in tutta Italia, anche dai piccoli centri nell’entroterra, difficilmente collegati dai mezzi pubblici, con un sistema di prenotazioni online che consente di giungere alla meta senza ricorrere all’auto.

Non solo. BusForFun pianta un albero per ogni viaggio, su base volontaria: al momento della prenotazione online, offre l’opportunità di versare un piccolo contributo ambientale per la compensazione delle emissioni di CO2 consumate dal viaggio, attraverso un calcolo in tempo reale delle distanze e del numero di passeggeri. L’importo così raccolto è sommato ad un ulteriore contributo che la startup dona ad un progetto certificato in conformità agli standard ambientali internazionali, per far fronte al cambiamento climatico.

Viaggiare per divertimento, viaggiare per raggiungere un grande evento sportivo o di spettacolo, coinvolgendo soprattutto i più giovani nella salvaguardia delle biodiversità e dell’equilibrio del pianeta: le proposte di viaggio di BusForFun rappresentano anche una modalità attiva di fare educazione ambientale.

Viaggiare per far crescere i boschi

I viaggi “collettivi” proposti da BusForFun, oltre a tentare di ridurre al minimo le emissioni, compensano con ulteriori contributi preziosi per l’ambiente e per le popolazioni del luogo. Ecco quattro esempi di intervento:

HAITI

Dal 2005 AVSI opera nella regione del dipartimento sud in Haiti, promuovendo progetti di riforestazione e contribuendo al recupero di 2400 ettari di terreni montuosi nella zona del parco Macaya. Attualmente ad Haiti, come conseguenza di ragioni storiche e soprattutto economiche, il degrado ambientale è molto alto, in particolare rispetto alle risorse forestali. Il progetto di riforestazione avrà un impatto economico e sociale su 3,600 beneficiari, fornendo un reddito alternativo alle attività di taglio illegale. L’obiettivo del progetto è di ridurre l’erosione del suolo, restaurare la stabilità idrogeologica e incentivare la produttività delle zone circostanti il parco Macaya.

MALAWI

COOPI (Cooperazione Internazionale) è un’organizzazione umanitaria italiana laica e indipendente che lotta contro ogni forma di povertà per migliorare il mondo. E’ stata fondata nel 1965 da padre Vincenzo Barbieri. In oltre 45 anni di lavoro abbiamo realizzato 1.400 progetti in 59 paesi, coinvolgendo 50 mila operatori locali e assicurando un beneficio diretto a 80 milioni di persone. Oggi COOPI è presente in 24 paesi con 176 progetti di sviluppo e di emergenza. I principali finanziatori istituzionali principali sono l’Unione Europea, le agenzie dell’ONU, il Governo italiano, gli Enti locali e altri Governi Europei. COOPI è sostenuta da donatori privati, da aziende, da fondazioni e volontari.

KENYA

Wide rescue initiative organization (WRIO) è una ONG kenyota che si occupa del miglioramento delle condizioni di vita delle comunità rurali attraverso la conservazione ambientale. Il progetto è indirizzato in particolare alle comunità del distretto di Kisii attraverso l’introduzione di attività di coltivazione combinata di alberi forestali e da frutto. WIRIO lavora con organizzazioni locali ben ramificate quali gruppi giovanili, cooperative di donne e contadini per creare vivai sostenibili e promuovere lo sviluppo di un sistema agroforestale. Gli alberi permetteranno agli agricoltori di incrementare la produzione migliorando le loro condizioni di vita. Inoltre il progetto offre molteplici prodotti derivati quali frutta secca, noci, semi, oli, baccelli e foglie che possono essere rivendute al pubblico. I contadini potranno usare i frutti per iniziare nuove attività commerciali vendendo ad esempio manghi o moringhe essiccate o miele.

CAMERUN

La varietà dei paesaggi è ciò che più di ogni altra cosa rende unico questo paese dell’Africa centro-occidentale. I suoi 400 Km di costa affacciati sull’Oceano Atlantico sono il fronte di una pianura che mentre ci s’addentra nel paese lascia il posto a vari altipiani, spesso caratterizzati da foreste pluviali equatoriali. Non mancano le montagne, come il monte Camerun, che coi suoi 4.095 metri è una delle vette più alte dell’intera Africa. 
L’avventura di Treedom è iniziata nel 2010 proprio in Camerun, dove l’intervento è orientato allo sviluppo di progetti di piantumazione di alberi di Cacao, al fine di migliorare la sicurezza alimentare della popolazione rurale, incrementare le risorse agricole locali e offrire opportunità di reddito aggiuntive.


+INFO: busforfun.com

Metrominuto: a Modena, percorsi a piedi come una linea metro.

L’idea “Omnes Viae Romam Ducunt” fa scuola! Il Comune di Modena ha realizzato Metrominuto: una mappa di percorsi a piedi nel centro cittadino, illustrata con traiettorie e tempi come un sistema di metropolitane.

L’idea non è originalissima: Metrominuto è stato ideato ed attuato per la prima volta nella città spagnola di Pontevedra, così come Pesaro ne ha realizzato una analoga per le piste e i percorsi ciclabili (la Bicipolitana di cui abbiamo già parlato). Ma a noi piace pensare che il magnifico poster di All Routes lead to Rome abbia fatto scuola…

Esaminando distanze e tempi di percorrenza, diventa evidente che la presunta necessità di usare l’auto per gli spostamenti urbani (casa/lavoro, casa/scuola) è grandemente sovrastimata. E questo accade per abitudine, per pigrizia più mentale che fisica, o banalmente perché l’automobilista non si rende conto dell’effettiva distanza fra il suo punto di partenza e la sua destinazione.
Poi, però, finisce per scoprire che il percorso automobilistico è spesso più tortuoso, articolato e trafficato rispetto alla via diretta a piedi o in bici, e che i tempi di percorrenza finiscono per essere piuttosto allineati.

Lunga vita e prosperità a pedoni e ciclisti!

Ferrovie storiche: con la mobilità dolce, il passato diventa futuro

Andare alla scoperta dell’Italia in treno, seguendo le rotte delle ferrovie antiche, perseguendo gli ideali del turismo sostenibile: la legge 128/2017, nella sua imperfezione, promette nuovi modi di viaggiare nel Bel Paese.

La legge approvata nell’agosto 2017 mira a salvaguardare e valorizzare le tratte ferroviarie, dismesse o sospese, caratterizzate da particolare pregio culturale, paesaggistico e turistico, nonché le relative stazioni, opere d’arte e pertinenze: 1300 chilometri di linea ferrata da tempo sospesi al servizio di trasporto ordinario, molti a scartamento ridotto, non elettrificati e quasi tutti a binario unico, su cui i treni, spesso trainati da locomotori a vapore, viaggiano a bassa velocità (30-50 chilometri orari) e attraversano ampie porzioni di territori, anche montani, delle diverse regioni italiane, spesso inaccessibili ad altri mezzi di trasporto. Ma è proprio la caratteristica slow delle ferrovie storiche a consentire di immaginarne un utilizzo che possa animare – oltre le infrastrutture ferroviarie e il patrimonio immobiliare di stazioni, magazzini, caselli, porti e gallerie – anche le economie dei territori attraversati.

La legge indicava già al momento della sua istituzione alcune tratte ferroviarie da destinare ad uso turistico:  

  1. Sulmona-Castel di Sangro;
  2. Cosenza-San Giovanni in Fiore;
  3. Avellino-Lioni-Rocchetta Sant’Antonio;
  4. Sacile-Gemona;
  5. Palazzolo-Paratico;
  6. Castel di Sangro-Carpinone;
  7. Ceva-Ormea;
  8. Mandas-Arbatax;
  9. Isili-Sorgono;
  10. Sassari-Palau Marina
  11. Macomer-Bosa;
  12. Alcantara-Randazzo;
  13. Castelvetrano-Porto Palo di Menfi;
  14. Agrigento Bassa-Porto Empedocle;
  15. Noto-Pachino;
  16. Asciano-Monte Antico;
  17. Civitavecchia-Capranica-Orte;
  18. Fano-Urbino.

La norma prevede che, nell’ambito delle attività di valorizzazione, possano essere coinvolte associazioni e organizzazioni di volontariato operanti nei settori ferroviario, turistico, culturale e ambientale.
Interessante anche la previsione di consentire la circolazione sulle linee ferroviarie dismesse o sospese dei cosiddetti “ferrocicli”, veicoli a pedalata naturale o assistita su rotaia.

Domenica 3 marzo 2019 sarà la 12a Giornata nazionale delle Ferrovie Dimenticate, che da oltre un decennio promuove il recupero e la valorizzazione del tronchi ferroviari dismessi attraverso la riattivazione del servizio o la trasformazione in greenways e piste ciclo-pedonali.
Con il coordinamento nazionale di Co.Mo.Do. decine di associazioni locali in tutta Italia organizzano eventi frequentati da migliaia di appassionati di mobilità dolce, in bici, a piedi, a cavallo oppure su treni a vapore lungo le tratte storiche conservate e curate amorevolmente da comitati e gruppi di volontari nazionali e regionali.


Altre informazioni sul turismo lento in ferrovia: www.fondazionefs.it

15° Rapporto degli Italiani con la mobilità

Meno auto, più mezzi pubblici stabili e molta bicicletta: così gli italiani desiderano il futuro delle città e dei territori diffusi del Paese.

Aumenta il numero di cittadini in movimento e crescono gli spostamenti per tempo libero. E se il trasporto pubblico delude? Rimane inchiodato al 10 per cento di share modale, mentre fa un balzo in avanti la mobilità dolce ,a piedi e in bicicletta: questi i dati del 15esimo “Rapporto sulla mobilità degli italiani“ curato da Agens, Anav e Asstra, coordinate per la parte scientifica dall’Isfort.

«La percentuale di cittadini che nel giorno medio feriale effettua almeno uno spostamento – si legge nello studio – è salito nel 2017 di ben 5 punti rispetto al 2016 (dall’83,6% all’88,5%) e segue un accentuato trend positivo dal 2012». I motivi degli spostamenti? «Balza agli occhi l’impennata del peso del tempo libero (dal 34,8% del 2016 al 41,2% del 2017), a scapito soprattutto della componente più sistematica del lavoro e studio».

«Il dato centrale registrato nel 2017 – prosegue lo studio – è la crescita prepotente della c.d. “mobilità dolce” (non motorizzata); gli spostamenti a piedi sono balzati dal 17,1% del totale nel 2016 al 22,5% nel 2017, così come la quota modale della bicicletta ha superato per la prima volta il 5% (5,1%, quasi due punti in più rispetto al 2016)»

Non si può fare a meno di sognare un decollo degli spostamenti sostenibili, ma è davvero così? Non proprio. «La quota di spostamenti effettuati con mezzi a basso impatto (trasporto pubblico, bicicletta, pedonalità) si è attestata nel 2017 a circa il 38% del totale, in forte recupero nell’ultimo biennio, ma in linea con la performance registrata ad inizio millennio». Il rapporto invita a placare le fantasie e gli ottimismi, a vantaggio della cautela: «Per fare un passo in avanti, dunque, le politiche pubbliche centrali e locali per la mobilità sostenibile hanno bisogno di ulteriore spinta e continuità, nelle aree urbane come nei territori diffusi del Paese».

Anche la sharing mobility fa registrare numeri in ascesa, ma in un quadro complessivo che lascia emergere grossi squlibri. «L’Osservatorio Nazionale sulla Sharing Mobility ha infatti calcolato che circa 18 milioni di italiani sono potenzialmente in grado di usufruire di almeno un servizio di mobilità condivisa, quindi poco meno del 30% della popolazione complessiva che tuttavia risiede in soli 278 comuni (il 3% del totale) tra cui tutte le grandi città», si legge nel report. In altre parole, oltre le mura delle metropoli non c’è speranza.


Torna la Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate

Domenica 3 marzo 2019 si rinnova una rassegna unica in Italia, capace di trasformare lo Stivale in un straordinario viaggio itinerante nei luoghi più evocativi del patrimonio ferroviario dismesso. Per far conoscere i tracciati non più attivi, alcuni da trasformare in vie ciclopedonali, altri da sviluppare come linee di turismo ferroviario.

La Cooperazione Mobilità Dolce (Co.Mo.Do.) con il suo rituale patto di comunità rilancia per la dodicesima edizione il messaggio che le “Ferrovie dimenticate” non vivono di soli ricordi. Affinché il passato incontri il futuro è necessario riscoprire e celebrare, a livello locale, il patrimonio ferroviario nella ricchezza della sua diversità, scoprendo attraverso di esso una cultura e una storia italiana comune e connessa. Come nelle edizioni precedenti saranno previste molte decine di eventi in mobilità dolce in tutte le regioni italiane.

Degli oltre 6.000 km di linee ferroviarie dismesse a partire dal dopoguerra, almeno un migliaio sarebbero subito ripristinabili con investimenti contenuti, specie laddove il sedime è intatto. Come ad esempio i 700 km di linee piemontesi sospese nel 2012 e per le quali ora si percepisce qualche segnale di ripensamento. In certi casi le potenzialità del traffico locale potrebbero giustificare il ripristino di un servizio ordinario. Ci sono invece altre linee, abbandonate ormai da decenni, che sono già state in tutto o in parte trasformate in vie verdi, come le belle greenways sulla Spoleto-Norcia e della Costa dei Trabocchi, o stanno per diventarlo, come la Assoro-Leonforte e la Porto San Giorgio-Fermo-Amandola.

Un altro modo per salvaguardare opere di architettura e ingegneria ferroviaria (ponti, viadotti, stazioni e gallerie) a favore degli escursionisti, e quale forma di tutela, nel caso in futuro potessero maturare le condizioni per ripristinare l’esercizio ferroviario, puntando ad una gestione turistica ciclopedonale o con il velorail, tenuto conto dell’immenso fascino dei paesaggi culturali attraversati.

Domenica 3 marzo, Co.Mo.Do. farà riscoprire quanto può il paesaggio legare gli italiani, cosa si può imparare e da cosa farsi sorprendere.
Come si può contribuire a valorizzare, fare evolvere, preservare questa immensa ricchezza scomparsa? In questa 12a edizione si rinnoverà la festa per incentivare la riconversione in percorsi ciclopedonali dei chilometri ferroviari smantellati, per valorizzare le tratte minori situate in aree marginali, eppure indispensabili alla mobilità locale.
Il ricco calendario di eventi permetterà ai visitatori di scoprire le bellezze naturalistiche lungo queste linee ferroviarie. Ma non solo. La Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate è l’highlight dell’annuale Mese della Mobilità Dolce di Co.Mo.do. (da domenica 3 marzo a domenica 7 aprile 2019) per incoraggiare tutti a scoprire e lasciarsi coinvolgere dal turismo outdoor e dalla mobilità dolce. Per realizzare questo obiettivo si vuole raggiungere un pubblico più ampio possibile, in particolare bambini e giovani, le comunità locali e coloro che di rado riescono a entrare in contatto con la natura, per promuovere un comune senso di responsabilità volto a condividere e raccontare come l’andare adagio incontro alla bellezza sia un mezzo per unire l’Italia, dal Piemonte alla Sicilia.

Nell’Anno del Turismo Lento 2019, che si pone l’obiettivo di valorizzare quei luoghi italiani forse ancora poco conosciuti dal viaggiatore straniero, saranno rilanciati in chiave sostenibile esperienze di viaggio particolari e interstiziali lungo borghi e cammini francescani, lauretani e benedettini, sulla via Appia, sulla Francigena, sulla Via degli Dei, sul Sentiero Durer, sulla Via Romea, lungo ciclovie e ippovie.


Come si può partecipare?

Gli organizzatori potranno iscrivere nel portale www.mobilitadolce.org il proprio evento tramite l’apposita form. Chi vuole partecipare a uno degli eventi potrà controllare sul sito l’aggiornamento continuo delle manifestazioni organizzate nella propria regione, nonché seguire i canali social di Co.Mo.Do. utilizzando gli hashtag #ferroviedimenticate e #iamcomodo per condividere storie, video e immagini.

Per foto, contributi video e interviste
Contattare l’ufficio stampa all’indirizzo press@officinekairos.it oppure al numero 039 877935 (solo dal lunedì al giovedì dalle 10.00 alle 16.00).